I dipendenti di Palazzo Zanca contro De Luca: "Altro che fannulloni, abbiamo lavorato il doppio"

Dopo l'attacco del sindaco, i lavoratori rivendicano anche i pagamenti. Lo scontro arriva anche in XVIII commissione. La Fauci con i sindacati: “Inutile polemica”

“Basta chiamarci fannulloni, abbiamo lavorato il doppio e aspettiamo ancora i pagamenti”. Non ci stanno alcuni dipendenti comunali alle recenti dichiarazioni del sindaco Cateno De Luca legate allo smat working durante la pandemia. Un esempio? 

“Per garantire lo svolgimento in sicurezza delle sedute consiliari e delle commissioni è stato allestito al Municipio un sistema di accesso limitato anche agli stessi dipendenti, che, dopo aver seguito per via telematica le sedute, raggiungevano il palazzo per la verbalizzazione e la redazione degli atti, nel rispetto della normativa e senza creare alcun tipo di assembramento”, spiegano. 

Un doppio lavoro, quello che durante la quarantena è stato svolto dai lavoratori comunali, ma che non avrebbe, secondo quanto riferito dagli uffici della Presidenza del consiglio, dato adito né a richieste di pagamento di straordinario e di altre agevolazioni fiscali né tanto meno bloccato la macchina amministrativa che ha continuato a deliberare.

"Se una amministrazione comunale è produttiva lo si deve soprattutto al lavoro di chi, negli uffici, redige delibere, verbali e manda avanti la macchina burocratica".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente dell'XVIII Commissione consiliare Giandomenico La Fauci, che insieme ai rappresentanti sindacali ha oggi stigmatizzato “i toni inutilmente polemici del sindaco”.

 "Il quadro, rappresentato dal primo cittadino, non descrive in maniera veritiera le attività lavorative eseguite proprio durante la fase più dura del lockdown. - si legge in una nota stampa - I risultati amministrativi che il sindaco diffonde da mesi nell'opinione pubblica, del resto, non si sono certamente prodotti da soli, bensì con il supporto tecnico e operativo della macchina comunale, che quindi - come è evidente - non può certamente essere composto solo da lavativi e nullafacenti, se i risultati mirabolanti ottenuti sono stati effettivamente raggiunti". 

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I dipendenti comunali lamentano, in maniera particolare, la mancanza di un organico adatto a svolgere tutti i compiti, ribadendo il mancato pagamento per tutto il 2019 del salario accessorio. L'organico attualmente presente a Palazzo Zanca, inoltre, è carente di almeno 800 figure. Dei circa 2000 lavoratori che dovrebbero occuparsi di tutti i settori ce ne sono 1200, tutti fra i 50 e i 60 anni, il che, fra qualche anno, rappresenterà un problema anche per i pensionamenti e lo svuotamento deli uffici. A destare particolarmente preoccupazione oggi è anche la necessità che si applichino protocolli sanitari adeguati a tutelare la salute dei lavoratori potenziando l'uso di mascherine, di strumenti di distanziamento e sanificando i locali. "Non possiamo vergonarci del lavoro che facciamo - spiegano ancora i dipendenti - il clima di paura che si respira non serve a nessuno. È vero che questa amministrazione è operosa ma lo è grazie al lavoro svolto da tutti noi. Ci sono i lavativi, ma che faccia nomi e cognomi anziché sparare sul mucchio. Non siamo al suo servizio, non ci paga lui. Basta essere additati come ladri di stipendio", concludono. 

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