Centocinquanta dipendenti da 10 anni aspettano il Tfr, Interdonato: “Deve pagare il ministero degli Interni”

L'interrogazione del vice presidente del Consiglio comunale al sindaco De Luca, sulle disparità di trattamento del personale in quiescenza. Le diffide e le sentenze che danno ragione ai lavoratori

Nino Interdonato

Disparità di trattamento nella liquidazione del Trattamento di fine Servizio dovuto, per il periodo 1978-1985, rimborsato al Comune di Messina dall’erario. Lo segnala il vice presidente del Consiglio Comunale Nino Interdonato che ha presentato una interrogazione al sindaco Cateno de Luca per sapere se intende provvedere ad attivare ogni mezzo giuridico per evitare tale disparità. La vicenda riguarda 29  dipendenti in attesa di liquidazione e 117 in attesa delle differenze non erogate, in quiescenza da circa un decennio, per il quale il Comune di Messina è stato già diffidato per presunte gravi inadempienze. La diffida è stata inoltrata sia al Ministero dell’Interno, sia alla Corte dei Conti Sezione Regionale Sicilia.

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“Il Comune di Messina  dall’esercizio 2013 si trova in una situazione di pre-dissesto finanziario – scrive Interdonato - ha adottato in quell’anno un Piano di Riequilibrio finanziario pluriennale, rimodulato periodicamente negli anni successivi. L’ente ha considerato e qualificato le somme dovute per “Trattamento di fine rapporto” ad alcuni dipendenti, per il periodo prestato a tempo determinato relativo agli anni 1978-1985,  quali “debiti fuori bilancio” da riconoscere ai sensi dell’art.194 del D.lvo 267/2000, assoggettandoli ad una riduzione del 50% del valore secondo gli indirizzi e le condizioni  prescritte dalla deliberazione della Giunta Municipale n. 603/2018. La sentenza n. 2135/2019 del Tribunale di Messina – 1a Sezione Civile, ha condannato il Ministero dell’Interno a rimborsare al Comune di Messina la somma di € 1.637.334,48 oltre interessi e spese legali. La suddetta sentenza  - conclude Interdonato - rappresenta le ragioni del Comune di Messina che era ed è obbligato a liquidare e pagare l’indennità di fine servizio, maggiorata di Rivalutazione Monetaria e Interessi Legali.  Le Amministrazioni locali, nella qualità di datori di lavoro, secondo la circolare  non potevano sottrarsi al pagamento che doveva essere effettuato con urgenza già nel 1999”.

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