Cronaca Lipari

Disabili e sanità, il grido di aiuto dalle Eolie: “Situazione gravissima, nessun servizio, vietato perfino nascere”

Il deputato Anzaldi (IV) pubblica la lettera del presidente del Comitato, Conti. “Nessun servizio per il trasporto disabili nell'isola, nessun aliscafo o traghetto a norma, nessuna assistenza ai malati gravi e gravissimi"

"Ricevo e pubblico la lettera di un cittadino che denuncia come al Sud in alcune realta' la legge 13/89 sull' abbattimento delle barriere architettoniche sia totalmente non rispettata. La situazione nelle Eolie e in particolare a Lipari e' gravissima. Come viene denunciato, in queste isole l'unita' d'Italia si riscontra ormai solo dal punto fiscale o meglio contributivo. Nessun servizio per il trasporto disabili nell'isola, nessun aliscafo o traghetto a norma per il trasporto di disabili, nessuna assistenza ai malati gravi e gravissimi".

E' quanto scrive su Facebook il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, che pubblica la lettera ricevuta dal presidente del Comitato Eolie 20-30, Danilo Conti "A questo si aggiunge- prosegue Anzaldi- la chiusura del punto nascite. In pratica nelle Eolie non nascono piu' bambini o meglio nascono a Reggio o Messina! Non avendo un ospedale attrezzato per la nascita, a ridosso dell'evento si scappa in Calabria o Sicilia! Un trattamento da serie B, nonostante il pagamento delle tasse da serie A come tutti. Cerchero' con altri colleghi, anche di altri partiti, di presentare un'interrogazione su questi fatti".

Nella lettera del presidente del Comitato Eolie si fa riferimento alla nota di Sandro Biviano, malato di distrofia muscolare, protagonista nel 2013 di una protesta – ha vissuto per due anni col fratello Marco in una tenda davanti Palazzo Montecitorio – per sensibilizzare sul tema distrofia muscolare e che denuncia ora la grave situazione che si è venuta a creare sull’isola di Lipari.

“Combattiamo in Regione da anni – scrive Conti – per non vedere calpestati i nostri diritti di cittadini che pagano le tasse senza avere chissà che servizi in cambio, non possiamo più nascere a Lipari essendo stato chiuso il punto nascite; viviamo nelle isole più belle del mondo, paradiso Unesco, ma non riusciamo a trattare i nostri amici disabili come vorremmo e come loro spetterebbe. “Dimenticare di rinnovare il servizio del pulmino dei disabili sull’isola è un fatto gravissimo. Grazie all’associaizone Anci che si è resa disponibile a portare avanti il servizio con l’aiuto anche di qualche sponsor, si è potuto transitoriamente risolvere il problema. Come se tutto questo non bastasse, da quasi un anno, l’associazione che porta i bambini disabili al centro riabilitazione ed a scuola, è stato sospeso per mancanza fondi. Sempre per negligenza e carenza fondi, si è sospesa l’assistenza ai malati gravissimi lasciandoli al proprio destino. Insomma un fallimento gestionale dell’amministrazione che necessita quanto prima una modifica del modo di amministrare. Perché devono essere sempre le categorie più fragili a pagare? Trattati come figli di un Dio Minore. Ci apprestiamo – continua Conti – ad iniziare, se Dio ce lo permetterà, una stagione turistica fondamentale per l’economia territoriale, seriamente provata, e non siamo in grado di accogliere sulle isole le persone fragili. Né un aliscafo a norma, né alcun navi traghetto, né servizi di mobilità sull’isola, né tantomeno servizi di taxi capace di trasportare i disabili. E’ persino negato loro di andare a pregare in una chiesa o comprare 500 grammi di carne o pesce, dovendo attendere fuori la porta per mancanza di accesso disabili. Un paese che non ha cura dei propri fratelli disabili non è un paese civile. Spero – conclude – anche attraverso la sua voce possa innescarsi un radicale cambio di marcia”.

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