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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

Disagio giovanile e dispersione scolastica, cresce il grido d'allarme: "Politica regionale sorda"

Dopo la preoccupante relazione del presidente della Corte d'Appello Sebastiano Neri, il responsabile dell'Apei Samuele Amendola torna a chiedere l'istituzione di una Unità regionale di Pedagogia. E lancia l'appello: "Non sprecare in progetti inutili i fondi del Pnrr"

Cresce il grido d'allarme per il disagio giovanile. Una situazione che a Messina è stata messa in evidenza più volte, dall'ex Garante per l'Infanzia Fabio Costantino al procuratore capo del Tribunale dei Minori Andrea Pagano alle dichiarazioni di Claudo Fava dopo i colloqui con i dirigenti scolastici nella sua qualità di componente della commissione regionale antimafia.

Una emergenza vera e propria di cui di recente si è preso atto anche in Prefettura dove è stato convocato un tavolo per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica e a dare conferma il presidente della Corte d'Appello di Messina Sebastiano Neri che ha dedicato un intero paragrafo alla situazione dei minori durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Al grido d'allarme si unisce ora anche il presidente regionale dell'Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani, Samuele Amendola. "I presidenti delle Corti d'Appello di Catania e Messina, Filippo Pennisi e Sebastiano Neri - si legge in una nota - denunciano gli altissimi tassi di devianza correlati ad abbandono scolastico. Non è più possibile stare a guardare rassegnati, o promuovere insufficienti provvedimenti tampone con enorme sperpero di denaro pubblico. I fondi del Pnrr saranno utilizzati dalle scuole per i soliti progetti che lasciano il tempo che trovano, senza incidere in maniera seria e con visione pedagogica sui progetti di vita e sui percorsi educativi e formativi dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze? Per una seria progettualità educativa servono in pianta fissa nelle scuole i professionisti che lo Stato prepara proprio a tale compito, gli specialisti della relazione educativa: educatori professionali socio-pedagogici e pedagogisti. 

"Per questo motivo come Associazione - afferma il presidente APEI Sicilia - ci eravamo fatti promotori di una proposta di legge regionale per l'istituzione dell' "Unità di Pedagogia Scolastica per il diritto all'educazione e allo studio" che purtroppo nella scorsa legislatura è rimasta arenata in commissione all'Ars. I parlamentari siciliani prendano seriamente a cuore le sorti dei nostri giovani e il futuro della nostra regione. I dirigenti scolastici facciano in modo che l'occasione dei fondi Pnrr sia buona per prevedere in ogni scuola educatori e pedagogisti, professionisti in grado di intercettare i bisogni educativi degli adolescenti e di accompagnarli, insieme ai docenti e alle famiglie, nel loro percorso di crescita offrendo le risposte pedagogiche necessarie per ciascuno, promuovendo una comunità educante. Occorre comprendere che la vera prevenzione si fa attraverso l'educazione. Adesso chiediamo fatti e non parole perché ogni istante perso ha ripercussioni inimmaginabili sulla vita dei nostri ragazzi". 

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