rotate-mobile
Cronaca

Clima infuocato a Palazzo Zanca, De Luca ribadisce: "Per colpa del consiglio comunale elezioni anticipate"

Il sindaco durante la prima diretta dell'anno riflette sulla situazione politica della città dello Stretto e ribadisce la sua volontà di correre alla presidenza della regione e dunque di dimettersi in anticipo per diventare "il sindaco dei siciliani"

Ha deciso di aprire l'anno rispettando le sue tradizioni, il sindaco Cateno De Luca, che questa mattina, nonostante il lungo e articolato discorso di fine anno del 31 dicembre, ha cominciato la giornata in diretta per condividere questa volta le riflessioni politiche legate al futuro politico della sua amministrazione, già proiettato verso le dimissioni e la corsa a Palazzo d'Orleans. 

"Nell'arco del mese di gennaio si procederà con la conclusione delle attività di fine mandato, cercando di definire i procedimenti aperti e poi ovviamente le dimissioni e andare ad elezioni", ha detto ribadendo che in questi tre anni e mezzo "abbiamo fatto un lavoro incredibile ed eccezionale che sarà esposto dal 10 gennaio in dirette tematiche con i singoli assessori". 

A tenere banco per tutta la diretta è stato lo scontro con il consiglio comunale sul consuntivo 2020. “Non abbiamo con chi confrontarci perché il consiglio comunale non si è dichiarato all’altezza - ha proseguito - Avevate luogo e momento per smontare le relazioni e dimostrare che quello che sostengo non è vero e invece lo avete evitato quindi qualsiasi cosa diranno i consiglieri è strumentale". 

Tira le somme sul suo rapporto con la regione che "non funziona perché questo governo non funziona - spiega De Luca - La regione è destinata a perdere le grandi scommesse perché i personaggi che hanno il sentore che sta per finire il mandato prendono come bersaglio i soggetti che ritengono sia la causa della fine di questa triste storia politica, la loro". 

Ma intanto il richiamo verso Palermo è troppo forte per il primo cittadino, per cui "egoisticamente sarebbe meglio rimanere a Messina, dopo aver smontato pezzo pezzo queste situazioni e le lobby che erano ferme da 30 anni e lucravano sulle spalle della città", dice ancora De Luca annunciando che "i frutti più importanti stanno arrivando, come un finanziamento da 19 milioni di euro avuti per riqualificare l’ex Macello che è una zona bellissima della nostra città" . 

Tuttavia con "questo consiglio comunale non si va avanti e soprattutto non è giusto che la città cammini con il freno tirato", ha spiegato, quindi, su questo, nessun dubbio: "Bisogna andare a elezioni anticiptre soprattutto dopo che ieri il consiglio ha votato le due variazioni di bilancio per evitare responsabilità personali e ha rinviato al 2 gennaio il rendiconto", ha spiegato ancora De Luca. 

"Perché domani? Per evitare che venga sciolto il consiglio visto che la scadenza è l'11 ma hanno bloccato 11 milioni di spesa perché per poterle usare subito il bilancio andava approvato massimo entro il 30 dicembre mattina e l'indomani facendo ulteriore consiglio", ribadisce.

Il clima a Palazzo Zanca si preannuncia ancora una volta infuocato, dunque, perché "politicamente parlando non li posso perdonare - sottolinea De Luca - Per coerenza dovrebbero andarsene a casa insieme a me". Non resta per il sindaco come ultima possibilità quella di "votare fra fine maggio e inizio giugno perché il consiglio comunale lavora contro la città e se ne deve andare a casa - ha concluso De Luca - Sogno una sommossa del Meridione, sarò il sindaco dei Siciliani". 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Clima infuocato a Palazzo Zanca, De Luca ribadisce: "Per colpa del consiglio comunale elezioni anticipate"

MessinaToday è in caricamento