Disegno di legge per il ponte, Picciolo: “Ottima iniziativa ma da escludere l'ipotesi referendum”

Il segretario regionale di Sicilia Futura ringrazia il capogruppo D’Agostino per l’impegno e chiede però di modificare l’articolo di legge cassando la parte che riguarda la consultazione “per accelerare i tempi e non creare inutili diversivi”

Nicola D'Agostino, Beppe Picciolo, Edy Tamajo

Un disegno di legge per spronare il governo nazionale ad inserire il ponte sullo stretto tra le opere principali da finanziare con i fondi della Comunità europea. E‘ stato presentato ieri all’Ars con l’adesione di diversi esponenti politici e prevede anche la possibilità di un referendum nel caso in cui l’ipotesi non fosse presa in considerazione.

All’incontro all’Ars di ieri per la presentazione del ddl anche il capogruppo di Sicilia Futura per Italia viva  Nicola D’Agostino che ha “sposato” il disegno di legge precisando però la necessità di scongiurare l‘ipotesi referendum.

Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario regionale di Sicilia Futura Beppe Picciolo, che ha ringraziato D’Agostino per l’impegno e chiede però di modificare l’articolo di legge cassando la parte che riguarda il referendum per accelarere i tempi e non creare inutili diversivi.

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“Chiediamo quindi di modificare il disegno di legge riportandolo ai temi della lettera aperta e della manifestazione del 31 luglio scorso già condivisi anche da parte dei sostenitori dello stesso disegno di legge – spiega Beppe Picciolo -  Ci rendiamo conto che si parli di Ponte da decenni e che qualcuno in buonafede o in malafede possa pensare che anche questa volta si tratti di dimostrarsi attenti al tema per poi dare la colpa al Governo di turno. Questa volta invece si parla di ben altro. Il tema non è il Ponte, perché qui si tratta di decidere se pretendere che il 40% dei fondi dei 209 miliardi del recovery fund vada al Meridione. Parliamo, al netto del Mes, di 83,6 miliardi di euro per il Meridione dei quali circa 20,4 miliardi solo per la Sicilia. Ma quale referendum sul Ponte – continua Picciolo - Qui si tratta di lottare per il diritto ad avere pari servizi e dignità rispetto al resto d'Italia ed Europa perché per la prima volta ci sono contemporaneamente le risorse necessarie, di realizzare tutte le infrastrutture (Alta velocità e capacità, Ponte, adeguamento delle portualità e degli aeroporti, delle Zes, della digitalizzazione e della banda larga). Quelle infrastrutture capaci di tramutare il Meridione nell'appendice dell'Europa nel Mediterraneo intercettando una quota parte rilevante del 19% dei traffici mondiali mercantili che invece oggi ci passano sotto il naso”.

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