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Cronaca

Messina è la città dei display spenti, uno spreco di soldi e l'ennesima occasione mancata

La storia dei pannelli a messaggeria variabile collaudati ma mai entrati in funzione. Fanno parte di un complesso sistema per il monitoraggio della viabilità costato 3 milioni. Ma non va meglio in autostrada: gli impianti del Cas sono spenti o in fase di test da svariati mesi. Niente informazioni agli automobilisti in tempo reale

Messina è la città dei display spenti. Basta farsi un giro tra centro e periferia per notare la presenza di numerosi schermi installati a bordo strada da anni e mai entrati in funzione. Sono quelli del progetto Meta 2001, finanziato con una legge dei primi anni 2000 che dava la possibilità ai Comuni di riutilizzare i fondi avanzati da Italia '90. E Messina non si era lasciata scappare l'occasione. Si progetta, infatti, un complesso sistema digitale per il controllo da remoto della viabilità locale attraverso sensori posizionati nei pressi degli incroci semaforici. Una fitta rete di cavi in fibra ottica dall'Annunziata a Gazzi pronta a rilevare l'intensità e la tipologia di traffico, interfacciandosi con una sala operativa all'epoca allestita negli uffici del dipartimento Mobilità Urbana all'epoca diretto dall'ingegnere Mario Pizzino. I tecnici sarebbero potuti intervenire in caso di incidenti, manifestazioni o criticità, veicolando il flusso di veicoli nel modo più utile.

E del progetto, appaltato nel 2012,  facevano parte anche i pannelli a messaggio variabile, installati dopo il 2016 nei pressi degli svincoli autostradali di Boccetta e Tremestieri e lungo il viale Europa. I display avrebbero dovuto fornire indicazioni in tempo reale sulla viabilità cittadina, ma dopo il collaudo avvenuto a fine 2019 non sono mai entrati in funzione. E così l'investimento di circa 3 milioni di euro garantito dal ministero Infrastrutture e Trasporti è rimasto inutilizzato. A gestire il tutto, secondo quanto accertato, doveva essere Atm. All'interno dell'azienda trasporti, infatti, esiste anche una sala operativa realizzata per l'occasione e dotata di importanti apparecchiature, ma finora nessun tecnico ci ha lavorato.

Il complesso sistema, per il quale era stato previsto anche un upgrade con ulteriori 5 milioni di euro a disposizione, era quasi unico per le città del Sud. Solo Napoli, infatti, è dotata di un'infrastruttura simile. Ma tutto è rimasto nel cassetto e la città ha perso uno strumento importantissimo per la sua già caotica viabilità.

Il caso dei pannelli collocati all'ingresso della tangenziale

Ma non finisce qui. La situazione peggiora se si volge lo sguardo alla tangenziale perché anche il Consorzio Autostrade Siciliane ha i suoi schermi mai entrati in funzione. La storia in questo caso è più recente. Nei pressi degli svincoli sono stati installati ulteriori pannelli a messaggeria variabile, fondamentali per fornire agli automobilisti informazioni su eventuali interruzioni o modifiche alla circolazione lungo le già caotiche autostrade messinesi. L'impianto è stato attivato, ma i pannelli fin dall'inizio recitano la scritta "test in corso" restando di fatto inutilizzati. Una pecca a cui il Cas non ha ancora trovato rimedio visto che manca la sala operativa incaricata di inviare i messaggi agli impianti periferici che potranno così funzionare. Intanto, alcuni display si sono addirittura spenti come quello di Gazzi che è stato perfino danneggiato dai vandali a colpi di pietre. Nel frattempo il Consorzio ha proseguito nell'installazione di altre strutture lungo l'A18, ma anche in questo lo schermo è rimasto nero. Altri soldi finora spesi e non utilizzati a dovere.

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