Cronaca

Paga la multa ma non gli dissequestrano il motorino perchè il dipendente è in ferie, scintille alla caserma Di Maio

La denuncia del sindaco di Messina dopo l'odissea di un 91enne. Torna a tuonare il primo cittadino sui dipendenti lavativi e in smart working. “Scatteranno le contestazioni, aspetto le proteste dei sindacati”

Scintille stamani alla caserma Di Maio della Polizia Municipale dove nella tarda mattinata il sindaco di Messina Cateno De Luca si è presentato per chiedere  chiarimenti sulla denuncia di un anziano che non aveva potuto ritirare il suo motorino sequestrato sabato 29 maggio in quanto non aveva trovato in servizio nessuno in grado di sbrigare la sua pratica.

Un caso che ha mandato su tutte le furie il sindaco che è tornato a tonare contro  i dipendenti comunali e quelli in smart working. De Luca non le ha mandate a dire neanche al dirigente della Polizia municipale Domenico Signorelli, prossimo alla pensione.

La storia

La vicenda raccontata in diretta facebook da De Luca riguarda un 91enne che si è visto sequestrare il motorino in quanto senza assicurazione. E’ accaduto sabato 29 maggio scorso. L’anziano si è giustificato dicendo che non si era reso conto della scadenza perchè non gli era arrivato l’avviso e ha cercato di porre immediatamente rimedio. Intanto ha pagato subito la multa e poi si è presentato alla caserma Di Maio per poter ritirare il mezzo a due ruote che gli serve per i suoi brevi spostamenti. Risultato: la funzionaria è in ferie mentre chi la sostituisce è in smart working, dunque niente motorino. Il suggerimento? “Vada a Palazzo Satellite per vedere se la possono aiutare”. Ma anche questo tentativo si rivela un buco nell’acqua. A questo punto chiedono aiuto al sindaco De Luca che appura che quanto raccontato dall’anziano non solo è vero ma ha dovuto battere i pugni per riuscire ad ottenere il dissequestro del mezzo.

Ora le contestazioni

“Sapete cosa mi hanno detto? Che la pratica non era protocollata perchè chi si occupa del protocollo non c’è. E che facciamo, uno scrive, l’altro legge e un altro ancora si asciuga il sudore? In tre giorni cosa ha fatto la dipendente? Si è rubata lo stipendio. Se hanno fatto resistenza a me che sono il sindaco, con i cittadini che cosa fanno? Li prendono a pernacchie. E noi paghiamo”.

Conclusione, la pratica è “stata magicamente protocollata” ma ora si aspetta la relazione del responsabile del servizio. “Chi è responsabile – ha tuonato il sindaco – non può dare le ferie a una persona e a chi la sostituisce lo smart working bloccando il servizio. Ora chiederò al segretario generale di fare una contestazione. E aspetto che protestino i sindacati”.

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