Dissesto idrogeologico a Librizzi, ok al progetto per contrada Nasidi

L’intervento previsto riguarda sia il consolidamento sia la canalizzazione delle acque meteoriche. Tra le aree in cui sono previste le opere di consolidamento, quella a valle della chiesetta della Madonna del Tindari

La messa in sicurezza della frazione Nasidi di Librizzi, nel Messinese, è una vicenda molto critica che si protrae da più di trent’anni anni e che ora trova il suo felice epilogo grazie alla Struttura contro il dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Gli Uffici diretti da Maurizio Croce hanno infatti aggiudicato la progettazione esecutiva al raggruppamento temporaneo di professionisti coordinato dall’ingegnere Francesco Crinò in ragione di un ribasso pari al 40,3 per cento per un importo complessivo di settantamila euro.

Si chiude in questo modo una vera e propria odissea burocratica fatta di ritardi e misure tampone che non hanno affrontato il problema in modo organico. Tutto inizia negli anni Ottanta, con i primi eventi franosi e con i danni alle infrastrutture, alle strade e agli edifici che in diverse occasioni, in questi decenni, sono stati oggetto di ordinanze di sgombero a tutela dell'incolumità pubblica e privata, in una contrada che ha una classificazione R4 ossia di rischio molto elevato.

L’intervento previsto riguarda sia il consolidamento sia la canalizzazione delle acque meteoriche. Tra le aree in cui sono previste le opere di consolidamento, quella a valle della chiesetta della Madonna del Tindari dove è prevista la costruzione di nuovo muro di contenimento e una di paratia di pali, oltre al rifacimento della sede viaria.

Si procederà inoltre con i lavori in un tratto di strada comunale dove verrà realizzata una nuova condotta per le acque piovane, con pozzetti e caditoie.

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Il terzo intervento riguarderà via Fraiale, nella parte centrale del centro abitato della frazione, dove sarà necessario costruire due paratie di pali in cemento armato, la prima con uno sviluppo di circa ottanta metri e la seconda con uno di sessanta.

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