Cronaca

Assembramenti e senza mascherina sul tram, parte la denuncia ma Campagna si difende: "Non siamo noi a fare le norme"

La segnalazione alla Municipale stamattina: “Sulle vetture aria irrespirabile”. Il presidente: "Deroghe per i trasporti decise dall'ordinanza, gli autisti controllori della situazione a bordo". Ma il numero di vetture dei tram resta insufficienze a coprire tutta la città

Foto di repertorio

Tram affollati, spesso in ritardo e troppi utenti che, sebbene non viga più l'obbligo di distanziamento a bordo, continuano a non indossare la mascherina o a indossarla male. Una situazione che si presenta quotidianamente su tutti i mezzi di trasporto dove è difficile fare rispettare i minimi gesti necessari a scongiurare il contagio. "Questa mattina dopo un'attesa di mezz'ora alla fermata del viale della libertà sono salita a bordo e la situazione che si è presentata ai miei occhi era paradossale: nessun distanziamento, mascherine messe male, aria irrespirabile", racconta Raffaella Spadaro. "Qualche ora dopo su un nuovo tram, stessa situazione ma, questa volta, alla presenza della Municipale a bordo ho chiesto di ricevere la mia denuncia e di verbalizzarla", continua. "Per non parlare del fatto che con le finestre chiuse e la temperatura in rialzo nemmeno le finestre vengono lasciate aperte. Devono pensarci gli utenti visto che gli autisti alle fermate non aprono nemmeno tutte le porte", sottolinea. 

A spiegare come funziona a bordo dei mezzi di trasporto è il presidente di Atm Giuseppe Campagna, avvisato già dell'esposto presentato dall'utente. "La normativa non chiarisce chi deve controllare cosa accade sui mezzi. Abbiamo chiesto al governo anche come Associazione Trasportatori chiarimenti ma non ci hanno mai dato direttive". In mancanza di una normativa precisa sui controlli l'Atm ha quindi incaricato gli autisti di supervisionare la situazione. "Se l'autista vede un assembramento interviene. Se il tram viene occupato oltre il consentito non fa più salire nessuno e prosegue la sua corsa fino al capolinea. Se qualcuno sale a bordo senza mascherina deve invitare il cittadino a indossarla o a scendere e, in caso di rifiuto, allertare le forze dell'ordine", sottolinea. La capienza normale dei tram è di 170 persone, dunque con la riduzione all'80%, possono accedere sui mezzi non più di 136 persone. 

E in caso di giornate calde? "L'aria condizionata è gestita in automatico dal mezzo, gli autisti non possono fare niente - aggiunge Campagna - Il sistema si mette in funzione quando l'escursione fra dentro e fuori è superiore ai 5 gradi". Fra ieri e oggi una vettura del tram in meno sulle rotaie a causa di un incidente avvenuto ieri pomeriggio. "Entro domani comunque torneranno a essere in funzione le sei vetture attualmente in uso", conclude Campagna. 

Intanto l'Atm è finita nel mirino anche dei sindacati Fit Cisl, Faisa cisal, Ugl e Orsa, che hanno espresso dubbi in merito alla riorganizzazione del trasporto pubblico. "Se le OO.SS. che hanno voluto la creazione di ATM S.p.A. per tirare fuori il TPL dall’indebitamento, oggi intervengono con richieste di modifiche del servizio in fase di emergenza epidemiologica, Campagna dovrebbe evitare sentimenti di lesa maestà e approfittare della collaborazione che fino ad oggi ha caratterizzato il confronto fra le parti, per approdare a soluzioni condivise nell’interesse dei lavoratori e della città", scrivono in una nota.

"Non ci consolano le dichiarazioni del Presidente quando asserisce che “La questione degli affollamenti sui mezzi pubblici è un problema tutt’altro che locale”, il principio del mal comune mezzo gaudio, non risolve il problema. In fase di lockdown, anche il fenomeno delle violazioni del divieto di spostamento interregionale era tutt’altro che locale, ampiamente diffuso su tutto territorio nazionale, ma l’amministrazione Comunale di Messina si rese protagonista regolando, con ogni mezzo, lo sbarco di passeggeri in Sicilia che anche grazie a tale iniziativa perentoria, in quella fase si annoverò fra le regioni meno colpite da Covid-19. ATM prenda esempio e faccia da apripista per garantire la massima prevenzione sui bus a prescindere dalle norme vigenti che si dimostrano insufficienti per la gravità dell’emergenza", concludono

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