Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Le piscine della zona nord lasciano a secco la città? Chieste verifiche sul rispetto dell'ordinanza

L'emergenza siccità e i problemi idrici in città sotto la lente del consigliere Russo che chiede controlli sui divieti imposti dal sindaco a fine maggio. Una preoccupazione che cresce in tutta la Sicilia: "La falda di Fiumefreddo, da cui dipende l'approvvigionamento idrico del 70% della città di Messina, si è abbassata di almeno 15 metri"

Le piscine private, in particolare quelle numerose nella zona nord, sotto la lente del consigliere Alessandro Riusso. In piena emergenza idrica e allarme siccità, l'esponente del Pd chiede verifiche sul rispetto dell’ordinanza sindacale del 27 maggio che vieta anche l'utilizzo dell’approvvigionamento dell’acqua potabile di distribuzione comunale per l’utilizzo da destinarsi al riempimento di “vasche da giardino e piscine private”, fino al 31 ottobre.

"Non sfuggirà - scrive Russo all'assessore alla Pianificazione delle risorse idriche, Francesco Caminiti - come l’applicazione dell’ordinanza rivesta particolare importanza ai fini del contrasto nello sciupio dell’acqua potabile in questa fase di carenza a cui la città si sta approssimando"

Allarme per la riserva di Capo Peloro

Russo mette in evidenza come specialmente nella parte Nord della città, il numero di piscine private risulti essere elevato e molto diffuso, "come una empirica osservazione dei rilievi fotografici dell’app “Google Maps” potrà facilmente dimostrare" e i rischi maggiori per "l’area umida della Riserva di Capo Peloro, con pericolose conseguenze sull’habitat comunitario ivi protetto".

Emergenza siccità, l'ordinanza del sindaco contro gli sprechi

"Occorre pertanto procedere in tempi molto brevi da parte degli Organi di controllo della nostra Amministrazione, anche in sinergia con le altre istituzioni interessate - sollecita -  ad un controllo verificando se a far data dalla sua emanazione l'ordinanza sia stata rispettata dai proprietari di piscine private, anche facendo ricorso alla consultazione dei contatori privati di acqua potabile presso le singole abitazioni o, in caso di condomini, o le aree comuni condominiali. Laddove si riscontrasse che, invece, l’acqua di riempimento delle piscine private sia di provenienza non comunale, bensì da pozzo privato, è necessario che — specialmente nella zona Nord della città, nell’areale della Riserva Naturale Orientata di Ganzirri / Faro e ancora più segnatamente nelle aree circostanti i due laghi — sia verificato da questa Amministrazione se: 1) I pozzi di acqua privati siano regolarmente attivi e in regola con le normative di settore; 2) I pozzi di acqua privati eventualmente non in regola abbiano interferenze con i livelli di falda che idroregolano la fisiologica dinamicità delle falde che interessano i livelli di apporto di acqua dei due laghi di Ganzirri e Torre Faro".

La crisi idrica in Sicilia

Sulla carenza idrica è alta l'attenzione soprattutto in Sicilia. Anche il presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, Francesco Vincenzi ha lanciato oggi l'allarme di fronte ai dati diffusi dall'Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche: "Quanto si sta registrando in Sicilia, ma che progressivamente sta risalendo dal Meridione all'Italia centrale, ha caratteristiche peggiori delle scorse, grandi siccità del Nord, ma sta incontrando una minore attenzione dell'opinione pubblica: mai era successo di dover abbattere capi animali per l'impossibilità di alimentarli e dissetarli. Purtroppo ci stiamo assuefacendo alla cultura del disastro'. 

"Incapacità di rispondere alla crisi climatica"

Secondo quanto pubblicato dall'Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia al 27 maggio, dei 288,95 milioni di metri cubi allora trattenuti dalle 29 dighe dell'Isola, l'acqua realmente disponibile nei bacini (dalla capacità già ridotta dall'incuria per la grande presenza di sedime sui fondali) era poco più della metà (mln.mc.154,23 ), dovendo sottrarre, ad esempio, i volumi destinati alla sopravvivenza dell'ittiofauna, quelli di sicurezza dell'invaso e quelli destinati ad un'accelerata evaporazione; nel dettaglio, in 11 dei 29 grandi serbatoi siciliani, il volume utilizzabile oscillava tra 0 ed 1 milione di metri cubi, mentre in altri cinque era tra 1 e 2 milioni. 'Considerato che dal 27 Maggio non ci sono state piogge significative sulla Sicilia- aggiunge Massimo Gargano, direttore Generale di ANBI- è presumibile che l'acqua rimanente in oltre la metà dei bacini dell'Isola sia di fatto inutilizzabile. Al netto delle responsabilità della politica, incapace di rispondere adeguatamente all'incedere della crisi climatica, lo scenario, avvalorato dall'European Drought Observatory (E.D.O.), è di un allarme rosso per la grande aridità, anticipatrice della desertificazione, su oltre il 50% dei territori in Sicilia, Puglia e Basilicata, cui aggiungere zone costiere di Calabria e Sardegna, nonché zone localizzate lungo la dorsale appenninica e la fascia adriatica.

La falda di Fiumefreddo abbassata di 15 metri

Nelle dichiarazioni di Gargano e Vincenzi riportate dall'agenzia Dire anche un riferimento alla situazione di Messina di fronte ai dati diffusi dall'Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche: "La falda di Fiumefreddo, da cui dipende l'approvvigionamento idrico del 70% della città di Messina, si è abbassata di almeno 15 metri ed il livello si è pericolosamente avvicinato a quello, sotto il quale non si può più prelevare (fonte: AMAM)".

"La gravità della situazione idrica, che si sta delineando nell'Italia centro-meridionale sarà oggetto del focus, che faremo martedì 25 giugno nel corso della conferenza stampa a Roma per la presentazione dell'Assemblea ANBI, in calendario ad inizio Luglio nella Capitale", informa Vincenzi.

Accorinti: "Non dobbiamo costruire ilponte ma una Italia solidale"

Ha lanciato un appello invece l'ex sindaco di Messina Renato Accorinti dai microfoni de L'Aria che tira su La7: "Con le difficoltà che abbiamo c'è ancora chi pensa di costruire il ponte sullo Stretto. Dobbiamo invece costruire una Italia solidale - ha detto stamani Accorinti ricordando anche la disavventura di quando era sindaco e la città rimase a secco per giorni a causa di un guasto all'a'acquedotto di Fiumefreddo. "Messina continua a rimanere senza acqua perché non abbiamo risorse economiche. Come si fa a spendere una barca di soldi per qualcosa che non servirebbe a nulla?".

Il punto con Amam e Comune, domani conferenza stampa

Intanto, domani, al Comune, Comune di Messina e Amam faranno il punto della situazione in una conferenza stampa. Si terra alle ore 10.30, nella sala Falcone Borsellino di palazzo Zanca. All’incontro saranno presenti il sindaco Federico Basile con gli assessori interessati per delega Francesco Caminiti e Massimiliano Minutoli e il direttore generale dell’ente Salvo Pucci; per Amam prenderà parte la presidente Loredana Bonasera con il CdA rappresentato dai componenti Alessandra Franza e Adriano Grassi e il direttore generale dell’Azienda  Pierfrancesco Donato. La gestione del servizio tra siccità diffusa e ‘stress idrico’ saranno le tematiche principali trattate dai rappresentanti di Comune e Amam, cui si aggiugono la presentazione delle azioni programmate e i progetti in corso predisposti per soddisfare l’utenza e salvaguardare la risorsa acqua. L’appuntamento con i giornalisti sarà anche occasione per illustrare l’attuale crisi del settore idrico sulla base del trend registrato a livello siciliano e nazionale; nonchè i piani organizzativi definiti in sinergia da Comune, Protezione Civile e AMAM, con le misure a supporto della popolazione.

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