Cronaca

Di giorno era docente alla Mazzini-Gallo, la sera riti e magie: la doppia vita di Maria Dascola

L'insegnante arrestata per circonvenzione di incapace abitava a Montepiselli. Sei le vittime accertate. Agli inquirenti che l'hanno portata a Gazzi ha detto sicura: “Chiarirò tutto”

Insegnava ai bambini a conoscere la storia di Gesù e il suo messaggio di amore e carità, poi usciva e truffava anziani e persone fragili facendo leva sulle loro paure e sulla loro superstizione, improvvisando riti esoterici.

Si chiama “I samaritani” non a caso l’operazione che ha portato al carcere di Gazzi Maria Dascola, che abitava a Montepiselli, dove aveva anche il suo covo lager in cui teneva in situazioni di degrado anziani o persone deboli che a lei si affidavano soggiogati.

Dascola era una insegnante dalla doppia vita, per anni docente alla Mazzini Gallo dove era anche referente di progetti scolastici mentre quest’anno aveva preso servizio in una scuola della provincia sul versante tirrenico. Nè sposata, nè figli, ma aveva comunque una sua vita sentimentale, un uomo rimasto totalmente estraneo alle indagini in corso.

Un nome efficace “I samaritani”, scelto dagli inquirenti per descrivere l’attività dell’insegnante presente negli ambienti caritatevoli ed ecclesiastici di Messina e Reggio Calabria, ma che contemporaneamente era dedita a pratiche esoteriche. Diceva di toglieva il malocchio, creava talismani e scudi energetici positivi con le sue preghiere e i suoi riti inducendo persone fragili anche a credere di essere vittime dei loro stessi parenti per allontanarli così dalla famiglia e indurli a gestire a suo favore patrimoni immobiliari e non.

Nelle sue tasche, secondo gli investigatori, finivano infatti oltre oggetti di valore anche procure speciali, testamenti e deleghe per operare nei conti bancari dei malcapitati che poi la donna provvedeva a svuotare.

Tra questi anche un 43enne che aveva presentato una denuncia contro i familiari rei a suoi  dire di rubargli l’eredità. Una denuncia che si è rivelata fatale per la donna perché presentava anomalie che hanno spinto gli inquirenti a verifiche incrociate che hanno dato esiti completamente diversi da quelli prospettati. 

Sono state queste verifiche a consentire agli uomini del colonnello Flavio Urbani, del maggiore Giovanni Andriani e del capitano Flavia Ndriollari di scoprire il tesoretto accumulato dalla docente e il suo modus operandi. Almeno sei le persone raggirate ora affidate ai servizi sociali. La donna, che non è sposata e non ha figli, è sospesa dall’insegnamento. Al momento dell’arresto si è detta convinta di poter chiarire tutta la vicenda ma sarà difficile giustificare i beni accumulati.

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