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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Mobilità negata nonostante il padre disabile e la bimba di un anno, due docenti in tribunale per tornare a Messina

Entrambe si erano viste negare il diritto di avere una cattedra vicino casa per comprovate esigenze familiari. La lunga battaglia in tribunale e la vittoria del ricorso con il Ministero. Oltre 200mila gli insegnanti che quest'anno faranno domanda per trasferirsi nella provincia di residenza

Il bisogno di lavorare e ottenere punteggio in graduatoria spinge sempre più docenti a lasciare Messina per insegnare al Nord. Ma c'è chi, oltre al peso del distacco dalla propria città e dai propri affetti, deve affrontare il disagio di dover lasciare per lungo tempo parenti in forte stato di bisogno. In questo caso la legge prevede la possibilità di presentare domanda di mobilità e godere del diritto di precedenza qualora si assistano parenti e affini sino al terzo grado in stato di disabilità.

Ma a volte per far valere i propri diritti è necessaria una battaglia legale, prima di poter tornare a casa e riabbracciare i propri cari. Emblematico è il caso di due docenti messinesi. La prima ha preso cattedra a Roma, lasciando il padre disabile di cui era unica referente. La sua domanda di mobilità interprovinciale era stata inizialmente scartata e il ritorno a Messina reso quindi impossibile. La seconda storia vede protagonista una giovane insegnante trasferitasi in provincia di Venezia quando la sua bimba aveva da poco compiuto un anno. In quest'ultimo caso la legge consente la possibilità di ricongiungersi per tre anni al figlio minore ed al coniuge. Un diritto inizialmente negato e conquistato solo in tribunale.

Entrambe hanno presentato ricorso e sono state assistite dall'avvocato Vincenzo La Cava, specializzato in materia scolastica. Alla fine sono rientrate a casa avendo la possibilità di accudire rispettivamente il padre disabile e la figlioletta. 

Storie che si ripetono ogni anno. Sono infatti circa 200mila i docenti coinvolti nella procedura di mobilità del personale scolastico per il 2022. Il ministero dell'Istruzione ha stabilito il via alle domande da ieri, 28 febbraio, con termine ultimo il prossimo 15 marzo. Principale ostacolo per chi decide di chiedere il trasferimento è spesso la mancata corrispondenza tra quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale e la legge. Il Ccni prevede, su tutti, il diritto di precedenza soltanto in favore del docente disabile ex art 3c.3 della legge 104/1992 o che assiste il coniuge o il figlio disabile e non anche in favore di tutti i parenti e/o affini sino al terzo grado come invece espressamente previsto dalla legge 104/1992.

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