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Cronaca

Ricoverata per una "strozzatura" all'addome, muore dopo un mese di calvario: disposta l'autopsia

È accaduto all'ospedale Papardo contro cui hanno presentato denuncia i figli della donna. Indaga la procura di Messina

Cominceranno domani mattina a cura del dottore Giovanni Andò l'autopsia, disposta dal sostituto procuratore Roberta La Speme, e tutte le attività periziali sul corpo di Silvana Bellirè, la donna di 80 anni morta il 2 ottobre all'ospedale Papardo di Messina, in seguito probabilmente alle complicanze di tre interventi chirurgici. A raccontare le circostanze della morte della signora i figli, che, difesi dai legali Giulia Mannuccia e Giovanni Mannuccia, hanno presentato denuncia alla Polizia. 

Il calvario della donna è cominciato l'1 di settembre, nel reparto di Chirurgia del nosocomio di Sperone, dove la donna è stata ricoverata per un rigonfiamento all'addome, "una strozzatura", riscontrata anche dalla Tac per la quale, "per evitare di mettere una sacca esterna per una migliore qualità della vita, i medici avevano effettuato un intervento che aveva previsto un taglio della strozzatura e successivo ricongiungimento dei due margini della parte tagliata", hanno raccontato i figli della signora. 

Poco prima delle dimissioni, però, la donna viene sottoposta nuovamente a una tac di controllo da cui sarebbe emersa una "infezione che aveva causato un foro nel colon e per tanto la mamma è stata sottoposta a nuovo intervento chirurgico", spiegano ancora i figli, che, costringe la donna a subire la seconda operazione cui segue la necessità di inserire una sacca esterna. 

"Il 27 settembre di mattina, mia madre entrava per l'ennesima volata in sala operatoria per il collocamento della sacca", si legge ancora nella denuncia. "Anche in questo caso il decorso appariva regolare tant'è che il 2 ottobre alle 18.00 sono andato in ospedale e ho dato da mangiare a mia madre che appariva tranquilla e vigile", proseguono i figli. 

I medici quindi programmano un ulteriore intervento per "richiudere la ferita all'interno della quale avevano inserito una spugna", si legge ancora. Ma in quella sala operatoria la donna non entrerà più perché la situazione precipita definitivamente e la signora muore. Dopo l'esecuzione dell'autopsia il corpo sarà restuito ai familiari. 

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