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Donne violentate e uccise, in Sicilia fenomeno dilagante: ma cresce anche l'impegno dei carabinieri

Dall'Arma l'appello a non riflettere su femminicidi e violenze solo il 25 novembre. Il resoconto dei vertici dell'Arma di Sicilia e Calabria

La riflessione su femminicidi e maltrattamenti in famiglia non può fermarsi solo al 25 novembre. Lo hanno ribadito i vertici dei carabinieri di Sicilia e Calabria nel corso di un incontro con la stampa tenutosi questa mattina al Comando interregionale Culqualber di Messina.

Al centro del dibattito un fenomeno che nel 2020 ha fatto registrare addirittura una crescita soprattutto dei casi di violenze contro mogli e fidanzate e di quelli relativi a stalking. Nell'isola sono stati 6 i femminicidi quest'anno, 1065 i maltrattamenti in famiglia e 528 gli atti persecutori. Ma cresce anche l'impegno dell'Arma, sempre in prima linea per contrastare una vera e propria piaga sociale. A fare il punto della situazione è stato il generale di Corpo d' Armata Carmelo Burgio che ha lanciato un messaggio forte circa la presenza delle forze dell'ordine per tutelare le vittime degli abusi che spesso finiscono in tragedia. 

Ad illustrare l'azione di contrasto di tali fenomeni è stato il comandante Legione Sicilia Rosario Castello. "I dati certificano un aumento di reati nel 2020 ecco perchè puntiamo ad essere sempre più efficienti nella nostra attività quotidiana. C'è grande collaborazione con le procure anche grazie all'istituzione del codice rosso che ha introdotto nuovi reati come quello del revenge porn. Ma non bastano gli arresti, serve avere sempre più coscienza sui valori e sui comportamenti da adottare":

Sulla questione, i militari dell'Arma sono protagonisti anche con le attività internazionali nei paesi più sensibili. Il comandante della compagnia di Santo Stefano di Camastra, Martina Perazzolo, ha illustrato i progetti portati avanti in Palestina e Afghanistan e incentrati sulla promozione delle pari opportunita`nelle forze di polizia e nella società e sull'uguaglianza di genere.

Spazio poi alla collaborazione con l'associazione Soroptimist, rappresentata dalla vicepresidente nazionale Rina Florulli. Una sinergia che ha portato alla creazione, all'interno delle caserme, di una "Stanza tutta per sé". Si tratta di spazi che richiamano gli ambienti di casa e che ospitano le donne pronte a denunciare le violenze subite. In Sicilia sono attive 14 stanze ed altre saranno presto inaugurate. 

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