Covid, in Sicilia l'indice di contagio tra i più alti d'Italia: ecco cosa cambia col nuovo Dpcm

Coprifuoco alle 23 e cinque regioni a rischio. Tra i provvedimenti c'è lo stop a feste e nozze con molti invitati e alle manifestazioni pubbliche. Previsti incentivi allo smart working. E un'alternativa per i locali: chiusura anticipata o divieto di stare in piedi fuori dagli esercizi

Giuseppe Conte - Foto Ansa

Il Dpcm in preparazione per il 15 ottobre 2020 conterrà uno stop alle feste e alle nozze con molti invitati, la raccomandazione per le aziende a incentivare lo smart working e, secondo alcune ipotesi, anche un coprifuoco alle 23 per i locali pubblici. Mentre sono attualmente cinque le regioni più a rischio coprifuoco: tra queste ci sarebbe anche la Sicilia, anche se proprio ieri l'assessore alla Salute, Razza, ha detto che si penserà a un lockdown selettivo e non totale, cioè solo in alcune aree dell'Isola. 

Dpcm 15 ottobre: cosa cambia

A parlare del coprifuoco è la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa in un'intervista a La Stampa, dove però tende ad escludere la possibilità di chiudere i confini tra regioni per fermare il contagio, come prefigurato per Campania e Lazio a causa dei tanti pendolari che si spostano ogni mattina per lavorare: "Sarebbe una misura pesante dal punto di vista economico e andrebbero valutati gli eventuali benefici che ne trarremmo in termini di calo dei contagi. Ma una stretta sulle misure anti-Covid sarà necessaria. Si dovrebbero ripensare, ad esempio, i provvedimenti adottati per i trasporti".

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Ma è proprio Zampa che prefigura il coprifuoco alle 23 per i locali pubblici: "Immagino si possa pensare a restrizioni orarie, ne devo ancora parlare con il mio ministero, ma se arriverà un coprifuoco alle 23 per i locali e i ristoranti, sono certa che il governo l’accompagnerà a misure di sostegno per le attività interessate". La sottosegretaria propone anche di introdurre nuovi obblighi per i trasporti pubblici, come usare guanti monouso a bordo dei mezzi, aumentando il ritmo delle sanificazioni del mezzo, più volte al giorno, perché non basta una volta sola. In alternativa, si può abbassare il limite massimo della capienza al 50%. Anche in questo caso andrebbe comunque aumentato il ritmo delle sanificazioni. 

Le cinque regioni a rischio invece sono Sicilia, Lombardia, Piemonte, Campania e Basilicata. Sono sette quelle che hanno un aumento più ampio nei contagi, ma di queste sono quattro che hanno l'indice di contagio Rt al di sopra della soglia di 1: c'è la Campania con il valore maggiore, con 1.24, seguita da Sicilia con 1.22. In Lombardia invece soltanto ieri, come ha segnalato il bollettino della Protezione Civile, sono arrivati 933 contagi, poco meno di un quinto del totale in Italia (5372). 

Stop a feste e nozze, vietato stare in piedi nei locali

Le terapie intensive invece non sono in parziale sofferenza anche se in Liguria (11% dei posti occupati da pazienti affetti da Covid-19) e Sardegna (12%) i numeri cominciano a preoccupare. I focolai scolastici sono 33 mentre sono 200 le scuole chiuse e 1400 quelle con almeno un contagio. Il pericolo nascosto è però costituito dai casi per i quali non si riesce a risalire all'origine del contagio, visto che, scrive oggi La Stampa, sono 4041, pari al 27,7% dei nuovi positivi: e sono il 47% dei casi in Toscana e in Sicilia. Si prepara comunque una serie di strette sui ricevimenti privati che prevedono:

- Il divieto per tutte quelle che si svolgono in luoghi o locali pubblici

- L'ok alle cerimonie matrimoniali e funebri soltanto con un numero limitato di invitati

- Abbassare a un massimo ben circoscritto (si ragiona intorno a dieci) le feste private

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Il governo non sembra essere consapevole però del fatto che una legge è valida se è possibile anche farla rispettare e in questo caso controllare case private alla ricerca di assembramenti in numero superiore a dieci casa per casa sembra un'impresa complicata. Più semplice sembra invece far rispettare i divieti a stare in piedi e ad assembrarsi fuori dai locali: anche questa norma è allo studio, come spiega oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera.

“Nel Dpcm di sta pensando di inserire una norma che vieti la sosta di fronte ai locali. Secondo questa regola si potrà entrare nelle sale o rimanere all’aperto, purché si stia seduti al tavolo e si garantisca il distanziamento tra le persone. Se non c’è posto si deve andare via. Non si potrà stare in piedi all’aperto come accade in piazze e strade soprattutto la sera. E questo vale anche peri gruppi di giovani che si riuniscono nei parchi o in altri luoghi, anche se isolati”.

La norma è pensata come alternativa al coprifuoco delle 23 e sicuramente sarebbe preferita dagli esercenti. Il Corriere aggiunge anche che sul tavolo del premier Conte c’è un nuovo studio coordinato dal ministero della Salute che disegna gli scenari di rischio e indica le misure da prendere rispetto alle varie fasi dell’epidemia e che dedica un intero capitolo alla trasmissione del virus all’interno di uffici e fabbriche e mette in guardia dai rischi. Scrivono gli esperti: "I luoghi di lavoro si sono dimostrati fin dalla fase acuta un importante serbatoio di infezioni, non solo in ambienti a rischio specifico, come quello sanitario, ma anche in contesti che, in Italia e non solo, sono stati caratterizzati da cluster anche di notevoli dimensioni, ad esempio nel settore agroalimentare (aziende agricole, trasformazione delle carni, mercati) e in quello delle spedizioni mediante corriere. Inoltre, la ripresa delle attività lavorative in presenza, anche se in percentuali variabili a seconda dei settori, potrebbe contribuire alla attivazione di ulteriori focolai epidemici".

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