Coronavirus, per il Dpcm anche Messina conta centinaia di banchetti annullati: una beffa per Interdonato e Laimo

I due esponenti politici criticano il contenuto dell'ultimo decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri, operatori in ginocchio per la revoca improvvisa di matrimoni e cerimonie

Ieri ne aveva parlato anche il sindaco Cateno De Luca nella ripresa delle dirette social sull'emergenza coronavirus. Il vicepresidente del Consiglio comunale Nino Interdonato contesta il nuovo decreto della presidenza del Consiglio dei ministri. "Rischia di mandare letteralmente in fallimento l'intero settore del Wedding e della banchettistica e catering - scrivono Interdonato e il consigliere del Quinto Quartiere Franco Laimo che hanno immediatamente scritto al Presidente della Regione Musumeci, spiegando dettagliatamente le discrasie dell'ultimo provvedimento varato dal Governo Nazionale. "Il nuovo Dpcm pesa come un macigno sulla testa di un milione di occupati, di cui 700 mila solo stagionali, la cui unica fonte di sostentamento è il lavoro nel settore wedding ed eventi, a livello nazionale. Secondo le stime, nel 2020 in Italia erano stati programmati 219.405 matrimoni di cui 210.258 italiani e 9.147 stranieri, con un fatturato diretto complessivo di 10 miliardi, che si dovevano dividere tra 7,3 miliardi circa per i matrimoni italiani e 2,7 miliardi per i matrimoni stranieri. Tantissime le date poi annullate e/o rimandate al 2021 - segnalano i due esponenti politici - durante l'inizio estate si è registrata una tiepida ripresa del settore non soltanto del Wedding ma anche Lauree e Feste di Compleanno di coloro che durante il lockdown non avevano potuto festeggiare".

Coronavirus, il Dpcm del governo Conte

Oggi però, dopo il Dpcm varato da Conte, anche a Messina c'è tanta preoccupazione: tanti i banchetti annullati in un solo giorno dall'entrata in vigore del provvedimento che ricordiamo permette per i matrimoni, comunioni o battesimi, di poter festeggiare per un numero assolutamente non superiore a 30 invitati. Una vera e propria beffa ritengono i consiglieri Interdonato e Laimo: "Non vi è alcuna coerenza all'interno del Dpcm, poiché in un ristorante alla carta o in una pizzeria si può stare anche in un centinaio di persone, in proporzione alla dimensioni, sedute ai tavoli (totalmente sconosciute tra di loro), mentre per un banchetto che sia di matrimonio o altro festeggiamento, non più di trenta persone per evento, senza però considerare le dimensioni della sala di ricevimenti." Dunque si possono fare fiere e congressi, o  voli aerei in 200 persone seduti l'uno accanto all'altro, o in un bus stracolmo, ma non è possibile festeggiare fra parenti ed amici magari in una sala con capienza al chiuso di 350 pax, ove secondo il Governo conte il limite massimo è così 30 persone" - continuano Interdonato e Laimo. Ulteriore beffa dopo che Nello Musumeci,  unico tra i governatori regionali, ha erogato, qualche settimana fa, il “Bonus matrimonio”, con il virtuoso obiettivo di incentivare gli innamorati a organizzare i festeggiamenti del loro giorno del “sì”, con un bonus fino a tremila euro in base al reddito delle due famiglie di Sposo e Sposa. Celle frigorifere stracolme di cibi per i matrimoni ed eventi di questo weekend, migliaia di fiori freschi, acquistati per diventare splendidi addobbi, ma adesso destinati ad appassire nel silenzio.

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Altre discrepanze vengono criticate in merito agli orari di chiusura dei locali ed impossibilità di sostare davanti quei locali che non possono somministrare ai tavoli (poiché non dotati di spazi adeguatamente idonei alla somministrazione); nonostante le misure preventive i proprietari di tali locali si ritroveranno costretti ad abbassare le saracinesche alle 21 o alle 24.

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