Cronaca

Coronavirus, divieto di spostamenti tra regioni valido anche per quelle in area gialla

Il nuovo Dpcm del 3 dicembre, il tampone per vedere i parenti e la necessità di spostarsi 7 giorni prima di Natale 2020. Ecco le novità all'orizzonte. L'idea del test prima del cenone e del veglione

Non sarà un liberi tutti". Nello Musumeci, governatore siciliano, lo aveva detto. E così sarà. Il nuovo  Dpcm del 3 dicembre sancirà il divieto di spostarsi fuori dalla propria regione una settimana prima di Natale 2020 (orientativamente il 18 o il 19) e quindi chi vuole passare le festività con i parenti dovrà, sempre che sia possibile in base alla suddivisione dell'Italia in zone rosse, arancioni e gialle, muoversi prima dell'entrata in vigore delle regole del decreto ministeriale. Mentre il viceministro Sileri dice che i pranzi di Natale potrebbero far rischiare una strage. E anche il Cts chiede prudenza.

Il nuovo Dpcm 3 dicembre 

Il divieto di spostamenti tra regioni infatti sarà valido anche per quelle in area gialla, come la Sicilia, e sarà un blocco totale. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte vuole firmare il provvedimento entro la mezzanotte del 2 dicembre: il Dpcm conterrà le regole per le prime due settimane di dicembre e quelle per le successive due, che probabilmente verranno prorogate fino a dopo l'Epifania, quando scadrà il divieto di spostamento in vigore dal 18 o dal 19. Mercoledì 2 dicembre il ministro della Salute Roberto Speranza illustrerà il provvedimento alle Camere e quindi ci si aspetta che gli ultimi nodi vengano sciolti tra oggi, quando è in programma un incontro con le Regioni e i Comuni, e domani durante l'ultimo colloquio con i capigruppo di maggioranza. I punti in discussione sono ancora molti: 

  • spostamenti: sarà sempre consentito, come è attualmente, ritornare nella propria residenza o nel proprio domicilio ma per quanto riguarda le seconde case forse sarà possibile spostarsi soltanto prima del blocco di metà dicembre;
  • deroghe per nonni, genitori e figli: il Corriere della Sera scrive che il governo deciderà se concedere deroghe "che saranno comunque limitate al massimo"; potrebbe essere previsto il ritorno nella casa di famiglia per trascorrere le feste con i genitori anziani. Se così sarà la deroga potrebbe essere utilizzata da un parente soltanto; si valuta anche la possibilità di concedere la deroga agli studenti che hanno spostato residenza o domicilio fuori dalla propria città; il ricongiungimento familiare dovrebbe essere concesso anche ai partner conviventi; 
  • il coprifuoco sarà fissato alle 22  con la chiusura dei locali alle 18, limiti che il governo sembra deciso a mantenere per tutte le festività. I nodi  si intrecciano con gli orari dei negozi, destinati invece ad allungarsi fino a due o tre ore da mezzanotte; 
  • il divieto di spostamento potrebbe entrare in vigore il 19, il 21 o anche il 16 (meno probabile), per consentire a un certo numero di persone di tornare a casa o dai parenti stretti per le feste prima della chiusura delle frontiere interne;

Per quanto riguarda le messe, le funzioni religiose saranno celebrate il 24 e il 25 dicembre durante tutta la giornata (ultima messa alle 21 o alle 22). Gli impianti da sci resteranno chiusi, ma l'agenzia di stampa Ansa riferisce di una proposta di mediazione arrivata al governo dagli assessori delle regioni alpine.

Il test del tampone per vedere i parenti

A quanto pare il governo ha deciso di non introdurre regole particolare per gli alberghi e quindi si potrà andare in tutti gli hotel della regione di residenza: questo, tecnicamente, consentirà di aggirare in qualche modo il divieto di cenare fuori a Natale e Capodanno se queste attività hanno sale ristoranti, delle quali il precedente Dpcm non vietava l'utilizzo. Non sono in vista neppure limitazioni per le crociere. A parte le regole, ovviamente: tamponi a tutti, meno passeggeri a bordo, mascherine, controlli della temperatura, potenziamento della sanificazione e dei servizi medici, niente buffet o bancone ma servizio al tavolo, con bocca e naso coperti ogni volta che ci si alza. Costa Crociere ha specificato in una nota che sulle loro navi in ogni caso "l'intrattenimento è light e non prevede discoteca". E che nessuno è autorizzato "a proporre attività che non siano in linea con i protocolli sanitari definiti nel Costa Safety Protocol, che prevede misure che vanno persino oltre i requisiti previsti dalle autorità". 

Per il cenone di Natale nel Dpcm in arrivo il 3 dicembre non verranno date indicazioni sul numero dei commensali ma, semmai, forti raccomandazioni: non più di 6-7 a tavola e tutti parenti stretti e eventuali conviventi. Con la raccomandazione, nel caso, di sottoporre a test del tampone quei parenti che non si frequentano da tempo. Intanto, racconta l'agenzia Ansa, nei laboratori della Capitale iniziano ad arrivare le prime richieste di chi, per proteggere i propri cari, vuole sottoporsi al test nei giorni precedenti alle feste. "Sono già circa trecento le persone che hanno prenotato un tampone a ridosso del Natale nei nostri centri - spiega Mariastella Giorlandino, amministratrice delle reti Artemisia Lab che effettuano i test in otto strutture diffuse nel Lazio - noi stiamo prenotando però con l'indicazione di ricontattarci qualche giorno prima per valutare le singole situazioni e stabilire i tempi e la modalità più opportune". 

Come abbiamo spiegato, però, un unico esito negativo di un test del tampone non dà garanzie assolute. E infatti oggi il Corriere conferma che il risultato del test del tampone è semplicemente la fotografia di un istante: "Posso essere negativo al test rapido, ma infettarmi nelle ore successive prima di incontrare la famiglia; oppure risultare negativo, ma essere appena stato contagiato: risulterei positivo se ripetessi il tampone solo qualche ora dopo. Sarebbe meglio, quindi, fare l’esame a ridosso dell’occasione festiva (con tutti i problemi logistici del caso), o se vi sia il sospetto di essere stati contagiati. Non subito però (il secondo problema): in molti casi i test rapidi non sono abbastanza sensibili da rilevare la presenza del virus in quantità scarse, cosa che accade agli esordi dell’infezione, quando le persone sono più contagiose. Da un presunto contatto arischio, sarebbe opportuno attendere almeno 48 ore prima del test". Nessuno quindi può permettersi di rinunciare a distanziamento, mascherine e lavaggio delle mani, anche se in possesso di un tampone negativo. 

Anche il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri in un'intervista a La Stampa conferma i divieti di spostamento nelle regioni gialle. "È brutto dirlo, ma credo sia necessario. Dobbiamo ridurre le possibilità di contagio. Entro la fine di dicembre è verosimile che la maggior parte delle Regioni siano in fascia gialla e a quel punto sarebbero sufficienti i pranzi di Natale con dei positivi a tavola per rischiare una strage". Il viceministro aggiunge che "resterà la raccomandazione ad avere un numero ristretto di invitati:direi 6,anche se non è un numero magico. E che non siano 6 invitati diversi ad ogni pasto. Anche il coprifuoco, poi, deve restare alle 22". 

Il Messaggero invece spiega che a sostenere la linea della prudenza  sono anche i tecnici del Comitato tecnico scientifico (Cts) Silvio Brusaferro, Franco Locatelli e Agostino Miozzo. Durante l’ultima riunione hanno fatto presente a Conte & C. che "è indispensabile un approccio molto rigoroso, perché è vero che la curva dell’epidemia si sta appiattendo e la pressione sugli ospedali sta calando,ma i positivi sono ancora troppi e la diffusione del virus è tutt’ora imponente".Perciò "gli spostamenti traRegioni sarebberoun forte fattore di rischio, potrebbe avvenire un travaso di contagi tra varie zone del Paese come è accaduto ad agosto". 

Infine Il Fatto Quotidiano pubblica la lettera di una donna che ha il fidanzato fuori regione che ha una richiesta per Conte: "C’è una miriade di famiglie, sorelle, fratelli e fidanzati divisi da questo dpcm che per l’ennesima volta non ha inserito un’autocertificazione con la voce “spostamento per visita ad affetto stabile”. Questo è quello che chiediamo. Una sensibilità maggiore per un argomento così delicato. Continuiamo a lavorare, a produrre, a trascorrere giornate lavorative come se nulla fosse, per poi tornare a casa con la consapevolezza e l’amarezza nel cuore di non sapere se e quando potremmo rivedere il nostro caro. Siamo soli, spesso, in città non nostre, lontani dalle famiglie di origine o da un fidanzato. Prima di questa pandemia, le storie d’amore e d’affetto proseguivano diversamente".

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