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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Cronaca

Fiumi di droga a Gazzi e Mangialupi, condanne esemplari per le famiglie Mazza-Ubertalli

La maxi operazione della Squadra Mobile coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia denominata “Acquarius” a cavallo fra Messina e Calabria. Pene dai venti a 3 anni

Sedici condanne e quattro patteggiamenti.

Si chiude con pene esemplari l'udienza preliminare al tribunale di Messina scaturita dall’operazione antidroga “Acquarius” che a marzo scorso ha portato all’arresto di 22 persone. Droga e armi i reati contestati a vario titolo dopo le indagini, condotte dalla squadra mobile e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina, che hanno fatto luce su una banda armata appartenenti a due nuclei familiari, le famiglie Mazza-Ubertalli, fra loro legati, cui facevano poi riferimento numerosi altri soggetti impegnati nello spaccio al minuto di droga, soprattutto a Gazzi e Mangialupi.

Fiumi di droga tra Gazzi e Mangialupi, così tutti gli indagati

Il gup Monica Marino ha disposto le seguenti condanne: Lucio Mazza, 20 anni; Daniele Mazza, 20 anni;  Lorenzo Ubertalli, 18 anni; Antonino Mazza, 13 anni e 4 mesi; Rosario Mazza, 11 anni e 4 mesi; Aurora Aliotta, 9 anni e 4 mesi; Fabiana Russo, 10 anni; Massimo Russo, 13 anni e 4 mesi; Rosa Gugliotti, 9 anni e 4 mesi; Maria Tindara Ubertalli, 10 anni; Demetrio Lombardo, 8 anni; Davide Bonanno, 10 anni e 8 mesi;  Antonino Corritore, 8 anni; Francesco Giorgi (calabrese), 3 anni e 4 mesi e 10mila euro di multa;  Massimiliano Primerano, 3 anni e 4 mesi e diecimila euro di multa; Gianluca Minnella, 3 anni e 4 mesi e diecimila euro di multa. 

In quattro anno patteggiato: Vincenzo La Foresta, condannato a un anno e 4 mesi; Angelo Immormino un anno, un mese e 10 giorni; Daniele Giannetto un anno e 4 mesi; Massimiliano Merlino un anno e 10 mesi.

L'inchiesta aveva i primi passi a fine 2018 da alcune rivelazioni su una centrale di spaccio attiva nel rione Gazzi scaturite dall'arresto di Michele Balsamo. Le indagini hanno appurato continui rifornimenti di sostanza stupefacente da alcuni calabresi, anche loro arrestati e condannati. 

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