Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Droga tra Sicilia e Sud America, ai domiciliari due indagati dell'operazione "Cafè blanco"

Lo ha disposto il tribunale del riesame che ha invece negato l'appello della difesa di altri cinque soggetti coinvolti. Colpita una banda di narcotrafficanti che importava cocaina dalla Colombia per poi rivenderla a Messina, Catania e Siracusa

Dal carcere passano agli arresti domiciliari due degli undici indagati dell'operazione antidroga Cafè Blanco, conclusa lo scorso 18 luglio. Si tratta di Federica Andrea Di Grande e Antonino Spitali che potranno tornare nelle rispettive abitazioni con l'obbligo però di indossare il braccialetto elettronico.E' quanto disposto dal tribunale del riesame che ha accolto il ricorso presentato dalla difesa.

Il collegio, invece, ha espresso parere negativo all'appello dei legali di Carmelo Antonio Sangricoli, Antonino Di Bella, Angela Desiree Settipani e Magalys Sanchez Echevarria.

L'operazione 

Le indagini avviate dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno portato ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 soggetti (9 dei quali in carcere e 2 agli arresti domiciliari), promotori e membri di un’organizzazione criminale che gestiva un lucroso traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo cocaina tra il Sud America e la Sicilia.

Le odierne investigazioni, condotte dagli specialisti del Gico del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Messina, sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Messina, traggono origine dagli approfondimenti avviati nell’agosto 2017, a seguito del sequestro di circa un chilogrammo di cocaina spedito all’interno di un pacco proveniente dalla Colombia e occultata sotto la forma di chicchi di caffè, da qui il nome dell’operazione.

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Lo spaccio avveniva anche nei locali della movida frequentati da giovanissimi. Spesso veniva piazzata sul mercato  anche "roba" di pessima qualità che i narcotrafficanti distribuivano nelle piazze di spaccio della città ed in particolare durante le serate nei locali della movida. Un rischio enorme per chi si riforniva della droga tagliata male e potenzialmente letale, soprattutto per i più giovani.
 

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