Emergenza droga fra i minorenni, la Lelat: “Piazza Municipio centrale del crack”

La denuncia choc della presidente Garufi mentre il procuratore Cavallo dopo gli arresti di oggi annuncia tolleranza zero: “Fenomeno fortemente in crescita e pericoloso, ci preoccupa la presenza di troppi ragazzini”

Nella banda dello spaccio di Falcone, sgominata dai carabinieri  con 11 arresti, i ragazzi minorenni avevano un ruolo tutt'altro che marginale. Nella rete c'erano anche loro, ragazzini che non solo assumevano droga, ma costituivano la forza lavoro per venderla. E spesso al taglio della droga assistevano addirittura i bambini. Un risvolto inquietante emerso dall'inchiesta avviata e portata a termine dai carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto su cui è tornato questa mattina lo stesso procuratore di Patti Angelo Cavallo. "E' un fenomeno pericoloso, in forte crescita nel territorio messinese. La presenza di minorenni con un ruolo attivo in queste organizzazioni ci preoccupa. I ragazzini si avvicinano sempre più a droghe pesanti, da parte nostra ci sarà tolleranza zero soprattutto durante l'estate".

Non si tratta di episodi sporadici, ma di una vera e propria emergenza. Ne è convinta Annamaria Garufi, fondatrice e presidente della Lelat, la comunità che da quasi 30 anni aiuta i minori messinesi ad uscire dall'incubo della droga. "Ho denunciato alle forze dell'ordine la costante presenza di ragazzini davanti al Municipio. Sono abituali consumatori di crack che si danno appuntamento per compare e consumare la sostanza stupefacente. Stanno sempre in zona, indistrubati, soprattutto nelle ore serali".

Un tunnel da cui è difficile uscire, specie se si è minorenne. "C'è chi comincia a consumare piccole quantità - spiega Garufi - ma poi è costretto a comprare più dosi per rivenderle e assicurarsi i soldi per continuare a drogarsi. Da assuntore a pusher il passo è breve. C'è poi chi contrae debiti giocando d'azzardo e sceglie la facile strada dello spaccio per guadagnare sempre più denaro. Noi cerchiamo di fare il possibile, ma spesso le famiglie non collaborano. Capita di rivedere in strada i ragazzi che pochi giorni prima abbiamo tentato di proteggere nella nostra struttura. La situazione è critica anche perchè a Messina manca una vera e propria comunità per tossicodipendenti. Una lacuna che si dovrebbe colmare al più presto".

Conferme sulla gravità del fenomeno arrivano pure dall'Osservatorio Lucia Natoli. "E' un fenomeno che abbiamo provato più a volte a denunciare - precisa Saro Visicaro - ma spesso siamo passati per allarmisti e non abbiamo ricevuto la giusta considerazione. Anche a Messina è semplice acquistare e vendere droga e tutto ciò avviene anche in determinate attività commerciali che pur vendendo prodotti specifici non comuni all'utilizzo dei ragazzi, sono frequentate assiduamente da minorenni. Confido nel lavoro del nuovo Garante per l'Infanzia Fabio Costantino, una figura importante per combattere questo problema".

Sulle attività di prevenzione, a cominciare da quelle in ambito scolastico, l’Italia ha mostrato nell’ultimo decennio una preoccupante battuta d’arresto: nel 2016 è stata pari al 50% la percentuale di istituti scolastici che hanno organizzato attività specifiche di prevenzione del consumo di sostanze psicotrope; dieci anni fa, nel 2008, la percentuale era del 58,3%. Nello stesso arco di tempo, l’uso frequente di almeno una sostanza illegaleda parte degli studenti è salito dal 3,5% al 4,5% (rilevazione Espad Italia).

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