Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Spacciavano droga nelle scuole e davanti le discoteche, aggravate le condanne in Appello

Pene più severe per gli imputati dell'operazione “Scala Reale” che due anni fa sgominò una banda fra Messina e Calabria gestita da un appuntato dei carabinieri

Raffica di condanne per il processo scaturito dall’operazione Scala Reale, l’inchiesta dei carabinieri su un giro di spaccio nella zona di Falcone e Patti, con rifornimenti in Calabria che all’alba del 13 luglio di due anni fa ha sgominato su un’associazione a delinquere costituita da 12 persone, tra cui tanti minorenni, che operava nel triangolo Messina, Reggio Calabria e Vibo Valentia.

Una inchiesta choc per i luoghi dello spaccio, davanti le discoteche, locali pubblici e scuole ma anche per il coinvolgimento di un ex appuntato dei carabinieri di Falcone, che al tempo dei fatti era in servizio alla Compagnia di Patti, una delle aree più battute dal gruppo criminale.

La Corte d’Appello di Messina ha aggravato le pene inflitte in primo grado nel processo che si è svolto per sei degli indagati con rito abbreviato nel gennaio 2018.

Accogliendo il ricorso della Procura, è stato reintrodotto il concetto di “gravità delle condotte” . L’ex carabiniere Paolo Brigandì, 46 anni, è stato così condannato a 11 anni di reclusione; il figlio Alessandro, 19 anni, dovrà scontare 6 anni e 10 mesi; Giancarlo La Torre di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, 4 anni, 5 mesi e 10 giorni; Giuseppe Mazzone di Vibo Valentina, 4 anni e 8 mesi; Luigi Fiducia, di Vibo Valentina 4 anni, 6 mesi e 20 giorni.

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