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VIDEO | I "droni scurrili" di Cateno De Luca nella top ten delle offese più emblematiche del 2020

Dopo Morgan e Bugo e Max Verstappen, il primo cittadino si posiziona al terzo posto della classifica del linguista Tartamella. "Mai nessuna autorità aveva intrapreso un'iniziativa simile che ha fatto il giro del mondo" ha commentato

 

Il coronavirus ha cambiato non soltanto abitudini e routine, ma anche il lessico, buono e "cattivo", tanto che nella storica classifica delle dieci ingiurie più emblematiche dell'anno appena concluso lo stesso "2020" è diventato un insulto. A redigere la classifica è il linguista Vito Tartamella che ha diffuso sul sito www.parolacce.org la sua top ten. "Mai nessuna autorità aveva intrapreso un'iniziativa simile che ha fatto il giro del mondo e, fra gli altri, è stata segnalata anche dalla rete americana Nbc" spiega il linguista Tartamella che posiziona il gesto del primo cittadino al terzo posto fra i più emblematici dell'anno appena passato. 

E' primavera, c'è tanta paura ed è necessario rispettare il divieto di circolazione. Così il sindaco di Messina, Cateno De Luca, annuncia una decisione inusitata: una flotta di droni per controllare il territorio. I velivoli sono dotati di un altoparlante con la voce del sindaco che urla ai trasgressori: "Non si esce! Questo è l'ordine del sindaco De Luca e basta! Dove caz...vai? Torna a casa! A calci in cul...!". Una iniziativa che non è rimasta però isolata. A Pasqua è comparsa per le strade di Messina anche una fiat panda che diramava il messaggio con un altoparlande invitando i cittadini a rimanere in casa, "Io rustu a casa pi ca..i mei", con tanto di auguri di buona Pasqua. Una decisione che ha sollevato le reazioni del Garante dell'infanzia, del segretario del Comitato pari opportunità dell'ordine degli avocati e dell'arcivescovo di Messina Giovanni Accolla. Un coro di opposizioni che ha poi costretto il sindaco a fare marcia indietro e a chiedere scusa

Nella classifica al primo posto l'episodio accaduto al festival di Sanremo fra Morgan e Bugo e la canzone Sincero. "Sul palco di Sanremo è infatti avvenuto un fatto inaudito: Morgan ha cambiato il testo della canzone trasformandola in un avvelenato e unilaterale attacco verso il suo partner" sottolinea Tartamella all'Adnkronos. Ed è così che il primo posto della classifica delle parolacce è andato alla 'canzone kamikaze' trasformata da Morgan e che ha fatto squalificare i due artisti dalla competizione canora.

Il secondo insulto più emblematico del 2020 ha visto invece protagonista Max Verstappen il 23 ottobre scorso a Portimão, in Portogallo, al Gran Premio di Formula 1. Lance Stroll (Racing Point) non ha rallentato in curva e ha urtato l'auto di Max Verstappen (Red Bull). Quest'ultimo ha quindi imprecato alla radio: "Ma è cieco questo cazz..ne? Che caz... c'è che non va con lui? Gesù Cristo. Che ritardo. Ho subìto un danno. Che mongolo". Lo sfogo ha fatto il giro del mondo e suscitato l'indignazione della Mongolia che non voleva essere equiparata ad un termine offensivo. Da qui la vicenda si è ingigantita, Verstappen non ha voluto scusarsi, l'affair è diventato un incidente diplomatico internazionale fra Mongolia, Onu e Omc.

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