Soldi agli editori ma zero aiuto ai giornalisti: Sli: "Contributi a chi tutela i posti di lavoro"

Stampa libera e indipendente, componente di Assostampa, interviene sulla decisione della Giunta regionale di destinare 10 milioni di euro a fondo perduto alle aziende editoriali con sede legale in Sicilia. Gli aiuti nel mirino di Fratelli d'Italia e del deputato Claudio Fava

“La decisione della Giunta regionale di destinare 10 milioni di euro a fondo perduto alle aziende editoriali con sede legale in Sicilia, oltre a tagliare fuori molte testate giornalistiche che hanno una presenza capillare di cronisti sul territorio e producono informazione di qualità, è un regalo a chi continua a licenziare i giornalisti oltre a fare ricorso a contratti di solidarietà e cassa integrazione”.

Lo affermano gli esponenti di Stampa Libera e Indipendente Sicilia Davide Di Giorgi (consigliere Assostampa Sicilia), Daniele Ditta (consigliere Assostampa Sicilia), Maria Pia Farinella (consigliere regionale Odg), Santino Franchina (consigliere nazionale Odg), Santo Gallo (consigliere regionale Odg), Roberto Immesi (vicesegretario Assostampa Palermo), Emanuele Lauria (consigliere nazionale Fnsi), Graziella Lombardo (segretario Assostampa Messina), Vincenzo Lombardo (consigliere Assostampa Sicilia e consigliere generale Inpgi), Michela Petrina (consigliere nazionale Fnsi), Attilio Raimondi (consigliere regionale Odg e consigliere nazionale Fnsi) e Orazio Raffa (vicepresidente vicario Ungp e componente comitato amministratore Inpgi).
Gli esponenti di Stampa Libera e Indipendente Sicilia evidenziano che «in base alla delibera di Giunta numero 463 del 26 ottobre scorso, i fondi stanziati dalla finanziaria regionale non sono, infatti, vincolati al mantenimento dei livelli occupazionali né a nuove assunzioni, ma soprattutto non sono preclusi a quegli editori che hanno deciso esuberi o hanno già ridotto gli organici, mettendo alla porta corrispondenti, collaboratori fissi e contrattisti, salvo poi ingrossare il numero dei precari».

“La tutela dei giornalisti – sottolinea Sli Sicilia – è una priorità, a maggior ragione in questo periodo contrassegnato dal Coronavirus dove l’informazione assume un ruolo centrale per la società. Non si può, quindi, prescindere da meccanismi di concessione degli aiuti che siano ancorati alla salvaguardia dei posti di lavoro”. Stampa Libera e Indipendente Sicilia invita, pertanto, il governo regionale a «modificare tempestivamente un provvedimento che rischia di penalizzare i giornalisti».

Nei giorni scorsi le modalità di concessione degli aiuti erano finiti nel mirino del deputato regionale Claudio Fava (Cento passi), favorevole al sostegno alle aziende editoriali, ma non con i criteri decisi dal governo Musumeci: “Quei criteri – afferma Fava – vanno rivisti. Occorre pretendere il mantenimento dei livelli occupazionali, in caso contrario rischieremmo di privilegiare testate ed editori che stanno riducendo il personale”. Secondo il deputato, quindi, occorre legare i sostegni economici al mantenimento dei livelli occupazionali.

Fava contesta anche uno dei criteri decisi per l’assegnazione delle risorse, indicati nel provvedimento, che modifica già una precedente delibera di settembre sul tema degli aiuti all’editoria: il contributo, nelle intenzioni del governo regionale, dovrebbe essere subordinato all’esistenza di una “sede legale” in Sicilia. Un elemento, quest’ultimo, inserito dalla Giunta e che va oltre i criteri stabiliti dall’Ars che, ad esempio, per le agenzie di stampa aveva già previsto come paletti “la produzione di un notiziario regionale sulla Sicilia da almeno un anno” e la presenza di “almeno un collaboratore attivo sul territorio della regione”.

Se rimanesse il criterio voluto dal governo regionale sarebbero escluse la stragrande maggioranza delle agenzie di stampa nazionali, che però raccontano la Sicilia con notiziari dedicati all’Isola e con propri uomini sul territorio. Stessa sorte subirebbero diverse testate online di carattere nazionale, ma con cronache siciliane, figlie di una lavoro costante di cronisti sul territorio.

“Anche l’intero gruppo di Fratelli d’Italia ha già presentato lo scorso 19 ottobre la mozione ‘Risorse per l'editoria’ con la quale si rivedono i criteri per l’erogazione dei fondi regionali previsti per gli editori siciliani”, ha detto la capogruppo di Fratelli d‘Italia all’Assemblea regionale siciliana Elvira Amata.

 “Riteniamo che debbano essere ammessi ai contributi gli editori che hanno in carico dipendenti con regolare contratto giornalistico; che presentino piani di sostegno all’occupazione della forza lavoro in essere. Vorremmo che tutti i gruppi parlamentari si uniscano a sostegno della nostra editoria virtuosa – ha concluso Amata - e appongano la loro firma alla mozione perché non c'è colore politico quando si devono difendere posti di lavoro o promuoverne di nuovi”.

Nella mozione Fratelli d'Italia fa riferimento alla necessità di sostenere la riconversione nel web e digitale.

Un sostegno che però deve evitare di tradursi nel pagamento di stipendi o casse integrazioni al posto di editori che ritengono di non dovere dare conto delle proprie strategie editoriali, con manovre improntate al reclutamento di giornalisti con contratti precari nel web e contestualmente a licenziamenti nei quotidiani cartacei.

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