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Cronaca

L'Ordine degli avvocati verso il rinnovo, ma è scontro sul voto "anticipato"

I 21 nuovi eletti dureranno in carica per quattro anni. Così non è stato per l’attuale consiglio che è rimasto in carica solo tre anni e sei mesi. Un elemento che è stato oggetto di contestazione. Con questi rischi

Si terranno dal giovedì 12 a sabato 14 gennaio le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli avvocati.

Trentaquatto i candidati in corsa nelle due coalizioni mentre in cinque scendono in campo da soli.

La coalizione più “corposa” è composta da Paolo Vermiglio, Giovanni Arena al vertice,  Antonio Barbera, Nunzio Cammaroto, Antonio Cappuccio, Mara Carrabba, Antonio Centorrino, Antonio De Matteis, Francesco Ferraù, Fabrizio Gemelli, Frida Simona Giuffrida, Aurelio Maiorana, Ernesto Marcianò, Raffaella Mastroeni, Simona Mazzei, Vincent Molina, Felice Panebianco, Nunzio Rosso, Francesco Suria, Francesca Ugdulena e Claudia Vita.

L’altro gruppo, composto da otto avvocati, vede al vertice l’uscente Giovanni Villari ed è composto poi da Maurizio Cacace, Andrea Caristi, Daniela Chillè, Alessandra De Luca, Danilo Flores, Nicoletta Milicia e Carolina Stroscio.

Corrono da soli Romy Asaro, Giovanni Caroè, Santi Gervasi, Luigi Giacobbe e Maria Pagano, questi ultimi due consiglieri uscenti.

I 21 nuovi eletti dureranno in carica per quattro anni. Così non è stato per l’attuale consiglio che invece si è insediato il 3 luglio del 2019 ed è rimasto in carica solo tre anni e sei mesi. Un elemento che è stato oggetto di contestazione di una parte del Consiglio che si era opposto alla decisione di anticipare i tempi di scadenza naturale del mandato paventando due ordini di problemi. Il primo la violazione di un diritto acquisito per i consiglieri in carica che non hanno potuto completare il loro mandato, dall’altra problemi di possibile ineleggibilità per alcuni candidati che oggi si ripropongono senza però aver maturato il requisito di una legittima candidatura perché non sono passati quattro anni e sei mesi dall’ultimo mandato. 

Il riferimento è all’articolo 3 comma 3 della legge 2017: dispone che “la ricandidatura è possibile quando sia trascorso un numero di anni uguali agli anni nei quali si è svolto il precedente mandato”.

Si starebbe determinando insomma, una situazione simile a quanto accaduto per le elezioni del Consiglio nazionale forense dove, proprio per queste motivazioni, si è in attesa della decisione del Tar del Lazio che ha sospeso la proclamazione degli eletti su ricorso di un consigliere.

Il primo ad annunciare possibili ricorsi a Messina è proprio uno dei candidati in corsa, l'avvocato Luigi Giacobbe.

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