Cronaca

Corsa al Rettorato, il Decano replica alle polemiche sull'elezione 'anticipata': "Vi spiego perchè bisogna andare entro l'anno "

Il professore Letterio Bonina risponde ai docenti che in una lettera chiedevano maggiore tempo per la campagna elettorale. Due motivazioni a tecniche alla base

Da una parte le centinaia di docenti che chiedono maggiore tempo, dall'altra la presa di posizione del Decano Letterio Bonina che ha ribadito la necessità di eleggere il nuovo Rettore a partire da settembre. Botta e risposta all'università sulle procedure per indire le nuove elezioni che vedranno il sostituto del magnifico Salvatore Cuzzocrea, ormai in scadenza di mandato. 

Il professore Bonina replica alle polemiche con una lettera in cui evidenzia da subito "che nulla è giunto in merito alle annunciate motivazioni tecniche e giuridiche che hanno indotto il direttore generale della nostra Università a non procedere alla pubblicazione del decreto di indizioni delle elezioni. Alla luce di ciò e cogliendo l’invito rivoltomi dalla comunità accademica desidero condividere alcune considerazioni". 

"È a tutti noto - spiega il Decano - che esistono potenzialmente due candidati; il prof Limosani che ha annunciato pubblicamente la sua candidatura e la prof.ssa Spatari che ha reso nota la possibilità di scendere in campo alla luce delle sollecitazioni che tanti colleghi le hanno rivolto. Sono stati organizzati, inoltre, nelle diverse aree scientifiche incontri per discutere di basi programmatiche da sottoporre all’attenzione dei candidati e si avanzano già idee, progetti in vista della futura elezione. Esprimo l’auspicio che altre candidature maturino in questo periodo, in ossequio al principio della partecipazione e del pluralismo che deve contraddistinguere la vita della nostra comunità, ma nessuno può mettere in discussione il fatto che la campagna elettorale sia già iniziata. Sulla base di queste evidenze, ritengo giusto chiarire ulteriormente le motivazioni che mi hanno indotto a redigere il decreto prima della pausa estiva. Nel rispetto del ruolo che la legge in qualità di Decano mi assegna, avevo ritenuto di indire le elezioni secondo un calendario che a me era sembrato ragionevole e appropriato, innanzitutto per garantire che il programma elettorale del futuro Rettore possa legittimamente costituire la base per l’elaborazione del Piano Strategico Triennale, che dovrà essere inviato al Ministero entro il 31 dicembre. Si tratta di uno strumento di fondamentale importanza che inevitabilmente impegnerà le scelte della futura amministrazione. Tali tempistiche, vista l’articolato processo che porta alla redazione e approvazione del piano, non potrebbero essere rispettate se tutta la procedura non venisse incardinata prima della pausa estiva.  

Inoltre, prima di individuare il calendario della procedura ho verificato che fosse in linea con quanto avvenuto nella nostra Università e negli altri atenei negli ultimi anni, anche considerando la pausa agostana.   A ciò si aggiunga che tanto a livello locale, quanto su scala nazionale da mesi circola la notizia - mai pubblicamente smentita - di un’iniziativa parlamentare in materia universitaria che modificherebbe il mandato dei Rettori, portandolo da uno a due mandati di 4 anni, ciascuno con la possibilità di una proroga di 2 anni a quei Rettori in scadenza di mandato. Mi pare del tutto evidente che la diffusione di tale iniziativa all’interno della comunità rischia di condizionare la futura scelta della data delle elezioni a Messina. Per questo va assicurata la certezza della data del voto, liberando sin da subito la comunità da ogni sorta di dubbio. 

Allo stesso tempo, sono pronto ad accogliere le riflessioni di tanti colleghi circa l’opportunità di avere maggiore tempo per il dibattito all’interno della comunità accademica. Ritengo tuttavia che non si debba rinunciare a denunciare il vero vulnus democratico al quale tutti abbiamo assistito, ossia la mancata pubblicazione dell’atto di indizione, senza alcuna giustificazione e autorità. Se perdiamo il riferimento delle regole, se decidiamo che un decreto, invece di essere impugnato o discusso, può semplicemente essere tenuto in un cassetto senza alcuna ragione formale, allora siamo di fronte a uno scenario allarmante. La mia storia accademica testimonia che sono una persona libera e autonoma scevra da condizionamenti e interferenze personali e familiari. Non devo affrontare progressioni di carriera e non devo proteggere alcun parente all’interno della mia Università; la pensione è alle porte. La mia indipendenza e libertà, così come la mia determinazione sulla scelta di indire le elezioni, è stata scambiata per un atto di forza e di mancanza di rispetto per la comunità. Sono dispiaciuto e rammaricato, ma non per questo demotivato.   È per questa ragione che auspico che l’Amministrazione condivida l’esigenza di sgombrare il campo da ogni sospetto e non frapponga ulteriori ostacoli alla indizione delle elezioni. Da parte mia sono pronto a modificare l’articolazione del calendario prevista nel decreto". 

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