Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Contratto di costa da Acquedolci a Tusa, Musumeci: “Restituiremo le spiagge scomparse”

L’Ufficio contro il dissesto idrogeologico ha affidato le indagini nei 14 comuni del messinese che fanno parte del “Lotto 1”. Gli obiettivi del governatore: “Ristabilire l’ecosistema naturale e il paesaggio degno della fama di cui la nostra Isola gode in tutto il mondo”

Dopo avere avviato i cosiddetti “primi interventi”, vale a dire i lavori di ripristino delle barriere a mare lungo gli 84 chilometri del litorale compreso tra Patti e Tusa, l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal governatore siciliano Nello Musumeci, passa adesso alla fase successiva che prevede la progettazione delle opere infrastrutturali inserite nel “Contratto di costa”. La Struttura commissariale ha infatti provveduto ad affidare le indagini e la pianificazione degli interventi che serviranno ad arrestare i fenomeni di erosione nei quattordici Comuni del Messinese che fanno parte del “Lotto 1”.

Si tratta di: Acquedolci, Brolo, Capo d'Orlando, Caronia, Gioiosa Marea, Motta D’Affermo, Naso, Patti, Piraino, Reitano, Sant’Agata di Militello, Santo Stefano di Camastra, Torrenova e Tusa. Ad aggiudicarsi l'appalto è stato il raggruppamento di professionisti che fa capo alla Artec Associati di Taormina.

«Dagli esperti - sottolinea Musumeci - attendiamo adesso le soluzioni più idonee per riqualificare e proteggere il versante tirrenico della provincia di Messina. Tutte le opere che da qui a breve saremo in grado di avviare, saranno funzionali l'una all’altra, rientrando in un’unica strategia che ha l'obiettivo di ristabilire l’ecosistema naturale e di restituire ai siciliani spiagge ormai scomparse e, con esse, un paesaggio degno della fama di cui la nostra Isola gode in tutto il mondo».

Sono tre le aree di studio sulle quali i progettisti sono chiamati a lavorare. Riguardano la fascia costiera, la spiaggia sommersa e i corsi d'acqua che raggiungono il litorale. Svariate le tipologie di intervento che potranno essere adottate: ripascimenti, ma anche dragaggi e ricostruzione di dune e poi, tra le cosiddette opere definite “rigide”, la realizzazione di pennelli e barriere frangiflutti, di difese a celle e di secche sommerse.

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