Occupazione suolo pubblico e arredi, uno spiraglio dalla Soprintendenza: sospesa la protesta

Una bozza di regolamento col Comune fornisce le prime indicazioni sulle procedure da seguire. Le richieste di chiarimento dal vicepresidente del Consiglio Nino Interdonato e dal movimento dei tavolini

Nino Interdonato

E’ stata sospesa la manifestazione che avrebbe dovuto svolgersi domani, 17 giugno, per protestare contro “il silenzio” della soprintendenza sulla necessità di linee guida per l’occupazione del suolo pubblico da parte degli esercenti nel centro storico.

La decisione del vicepresidente del Consiglio comunale Nino Interdonato e da quello che viene ormai definito il movimento dei tavolini dopo la nota da parte della Soprintendenza interpretata, si legge in un comunicato,  “come un segnale di apertura nei confronti dell’annosa vicenda”.

Ma cosa scrive la soprintendenza? Che esiste una bozza di protocollo sulle linee guida da seguire per gli esercenti che vogliono “occupare” il suolo pubblico nel centro storico.

Si tratta di una bozza che disciplina e regolamenta aree, spazi, piazze per l’occupazione del suolo pubblico e del suolo privato gravato da servitù di uso pubblico temporaneo per ristoro all’aperto, attraverso la realizzazione dehors annessi ad attività commerciali di pubblico esercizio con le tipologie di dehors previste e consentite nonché i materiali utilizzabili per sedi, tavolini, elementi di copertura e perfino cestini e posacenere.

Interdonato, in riscontro alla nota, oltre a comunicare la sospensione della protesta, ha chiesto chiarimenti su alcuni aspetti tecnici.

In particolare chiede di definire l'altezza massima delle protezioni laterali dei dehors B (allestimento A con o senza pedane, con barriere di delimitazione e fioriere (tipo parklet) con altezza massima cm 70) sino ad un massimo di 1,5 metri in conformità al vigente Regolamento Cosap ,e nel caso specifico di occupazione suolo su stallo auto, i primi 80 cm che si sviluppano in verticale devono essere in pannellatura opaca di idonea resistenza agli urti a protezione dei fruitori.

Definire l’ammissibilità dei dispositivi di livellamento orizzontali, in quanto gli stessi vanno applicati in presenza di suolo disconnesso, tali dispositivi  sono ammessi anche nei dehors di tipo A (allestimento con sedute e tavolini, con o senza ombrelloni o tende a sbraccio) ad esclusione delle Gallerie e piazzette tematiche.

Contestate invece le  coperture in tensostruttura per le piazzette tematiche, “in quanto l’adozione degli stessi – si legge nella nota - comporta un investimento economico notevole da parte dei commercianti, ed inoltre l’installazione degli stessi non comprometterebbe in alcun modo il pregio della pavimentazione. E’ opportuno – scrive Interdonato - ammettere per le piazzette tematiche i dehors tipo A senza limitazioni con particolare riguardo agli ombrelloni. Si rappresenta inoltre che le stesse piazzette subiscono fenomeni di forte vento con disturbo per i fruitori locali ed i croceristi in particolare, pertanto appare utile ammettere delimitazioni di protezione laterale interamente in cristallo trasparente con minimi telai metallici di supporto di altezza massima pari a 1,60 metri.

Ulteriori osservazioni riguardano anche le pavimentazioni delle pedane, vale a dire se possono essere realizzate anche in elementi ceramici con finitura simil legno del tipo "pavimento galleggiante" sorretto da idonee basette prefabbricate autolivellanti semplicemente appoggiate al suolo e contornate sul perimetro da telaio metallico rivestito del tipo già precedentemente codificato.

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Un’altra richiesta di chiarimento riguarda il colore per gli elementi di copertura dei dehors di tipo C (verande e e strutture in genere tali da configurare spazi chiusi con copertura piana o curva e comunque non a falde) potrà essere variabile in funzione del contesto di ricadenza, previo necessario parere della Soprintendenza.

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