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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

L'espulsione di De Leo, Sud chiama Nord fa quadrato: "Un atto di rispetto nei confronti degli elettori"

Pioggia di reazioni dopo l'allontanamento del deputato regione. Pro e contro su una leadership "egemonizzante". E sulle accuse di Oteri contro Basile partono le querele

Si infiamma sempre più il dibattito politico dopo la clamorosa rottura nel gruppo parlamentare all’Ars di Sud chiama Nord che ha portato all’espulsione di Alessandro De Leo. La punta dell’iceberg dei malumori che da tempo serpeggiano nel gruppo che fa riferimento all leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca che oggi, a un passo dalle elezioni Europee, ha chiesto le dimissioni di tutti gli assessori al Comune di Messina e dei presidenti delle Partecipate.

Sull’espulsione di De Leo fanno quadrato il coordinatore cittadino Messina di Sud chiama Nord Nino Carreri e il consigliere comunale e capogruppo del gruppo consiliare “Basile Sindaco”, Francesco Cipolla.

"Il coordinamento cittadino di Sud chiama Nord Messina condivide la decisione intrapresa dalla deputazione regionale in ordine alla espulsione del deputato regionale Alessandro De Leo – scrive Carreri - Con il massimo rispetto per la persona, il coordinamento ritiene che la decisione  metta fine allo stillicidio di voci che negli ultimi tempi avevano gettato più di un'ombra sui rapporti interni al partito impegnato per altro in una difficile campagna elettorale, minando la serenità di tutto il gruppo. Quanto ai soliti, inutili, stantii attacchi da parte di qualche altra "miracolata" dall'opera instancabile di Cateno De Luca, eletta grazie ai voti di tutto il movimento, preferiremmo stendere un velo pietoso ma ci preme ricordare solo in quale modo la stessa abbandonò il partito da un giorno all'altro e senza preavviso".

Sostiene la scelta anche Cipolla: "Nessuna ritorsione, nessun ostracismo, solo un atto di rispetto nei confronti degli elettori che votando De Leo hanno espresso la loro fiducia nel progetto politico di Sud Chiama Nord e del suo leader Cateno De Luca. Io per primo - spiega Cipolla – mi sono esposto in prima persona mettendo a sua disposizione un grande bagaglio di voti fra amici e conoscenti che hanno creduto e continuano a credere nel progetto di De Luca. Il cambiamento di De Leo è stato in primis un tradimento di quanti, attraverso la sua persona, hanno ritenuto di voler sostenere la presenza di Sud Chiama Nord al Parlamento Siciliano. Elettori che oggi a me chiedono conto di questa metamorfosi inspiegabile. Non stupisce la solidarietà di quanti prima e come lui hanno sputato nel piatto in cui fino a poco tempo fa mangiavano”.

Non mancano le reazioni opposte, a cominciare proprio dalla senatrice Dafne Musolino: “Ci sono parole che devono essere maneggiate con cura, una di queste è la parola Libertà! Attenzione a proclamarsi paladini della libertà se poi si adottano metodi dittatoriali…", con riferimento all'espulsione "senza avviso" per De Leo. "Ancora una volta è arrivata la conferma che per alcuni la libertà è sempre solo e soltanto la propria e mai quella degli altri. Ora forse sarà anche più chiaro perché me ne sono andata, non condivido questi metodi antidemocratici improntati ad un furore personalistico e ad una visione egemonizzante del partito”.

E quella ironica della coordinatrice regionale di Più Europa Palmira Mancuso: “Cateno De Luca detto Libertà: la libertà di fare quello che dice lui. Il culto di Cateno ha raggiunto l' apice: a lui non importano ruoli istituzionali, mandati parlamentari. "Io vi ho fatto e io vi distruggo. E chi non è con me è contro di me. E chi dalle istituzioni dove io l' ho messo non fa campagna elettorale per me (come invece fanno i più zelanti Basile e Calafiore) è contro di me". E giù dimissioni per tutti. Ci meritiamo questo noi messinesi? Questa è la fine che fanno i partiti leaderistici. Non solo quello di Cateno. Noi sappiamo aspettare”.

Nel vortice delle polemiche anche il sindaco di Messina Federico Basile contestato ieri dal consigliere del Gruppo Misto Cosimo Oteri, che in merito all’impegno profuso dal primo cittadino a supporto della campagna elettorale per le europee. "Forse Basile non ha ancora chiaro che lui è il sindaco di tutti, anche di chi non l’ha votato, e non l’assessore al Bilancio della Giunta De Luca. Tra l’altro - è l'attacco di Oteri- E' da sottolineare che agli appuntamenti elettorali per sostenere De Luca e la sua squadra, Basile va con un’auto del Comune di Messina e facendosi accompagnare da Vigili Urbani e da una scorta pagati sempre dai cittadini. E’ lecito che Basile sottragga tempo e risorse economiche alla città che dovrebbe amministrare 24 ore su 24? Io credo proprio di no, visto anche quello che prevede l’articolo 9 della legge 28 del 2000."

Replica oggi la coordinatrice provinciale di ScN Melangela Scolaro: “Esprimiamo solidarietà al sindaco della città metropolitana di Messina Federico Basile vittima della macchina del fango da parte di chi cerca di ledere la sua immagine attaccandolo non avendo elementi politici sui quali discutere ed avviare qualora fosse necessario un costruttivo dialogo.  Alla luce della non storia politica del consigliere Oteri forse farebbe meglio a tacere.  Ricordiamo che Oteri ha lasciato Sud chiama Nord e la maggioranza in consiglio comunale appena quattro mesi dopo la sua elezione perché pretendeva di essere candidato nella lista principale in occasione delle scorse elezioni regionali, posto che fu riservato ad Alessandro De Leo in quanto già consigliere comunale e dunque seguendo un criterio di anzianità anche e consentendogli di essere eletto al parlamento siciliano, anche se questo lo stesso De Leo sembra averlo dimenticato. Ecco perché Oteri ha lasciato la maggioranza di Basile. Nessuna divergenza sulla progettualità per la città, non c’entra il bene comune ma solo opportunismo e personalismi che lo qualificano senza che sia necessario aggiungere altro.”

Lapidario il sindaco Basile: "Risponde assolutamente al falso quanto da lui affermato circa il fatto che sarei andato agli appuntamenti elettorali con l’auto del Comune e scorta. E per queste affermazioni ho già dato mandato ai miei legali di procedere a formale querela nei suoi confronti. Tanto si doveva per chiarezza nei confronti della cittadinanza”.

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