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Cronaca

Il Ponte sullo Stretto sbarca in procura, chiesta l'apertura di una inchiesta: tutte le anomalie su procedure e progetto

L'iniziativa congiunta de portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. "La società Stretto ha ritenuto di non rendere pubblici documenti fondamentali". Il primo piano anche la questione contensioso

Un esposto per chiedere l’apertura di una inchiesta sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. E’ stato presentato una decina di giorni fa alla Procura della Repubblica di Roma. A firmarlo il portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni che stamani, all’Hotel Senato in piazza della Rotonda 73 (Pantheon), hanno presentato l’iniziativa.

Primo punto dell’esposto la questione contenzioso. Il governo infatti, con il decreto che rispolvera l’infrastruttura ha disposto la caducazione del contenzioso fra la Società Stretto di Messina ed Eurolink. In pratica l’impresa che ha chiesto i danni allo Stato quando il governo aveva cambiato idea decidendo di non realizzare più l’infrastruttura. Ha chiesto 700 milioni di euro di danni al giudice che però gli ha dato torto ma l’impresa, ancora oggi, non ha rinunciato al contenzioso che è ancora in corso. Una anomalia che si aggiunge al rifiuto da parte della Società stretto di Messina di “rendere pubblici documenti” con i quali si dà il via alla procedura. “Si tratta di documenti fondamentali – ha spiegano Bonelli – per capire l’entità del progetto. Pensiamo ad esempio che la relazione sul progetto fatta dalla società Stretto di Messina è stata negata anche a dei parlamentari adducendo come motivazione la riservatezza. Ma come possono essere riservati documenti che impegnano lo Stato per 14,6 miliardi di euro?”.

Ma c’è di più: la relazione sul progetto – è stato spiegato in conferenza - è stata presentata il 30 settembre 2023 mentre l’atto negoziale quello attraverso il quale la Stretto doveva dare mandato alla Eurolink di fare il progetto è stato sottoscritta appena il giorno prima. Un qualcosa che pone seri interrogativi sulle procedure.

Ma è anche sugli incontri di Salvini con Pietro Lunardi e il costruttore Pietro Salini prima di varare il decreto Ponte documentati da Report nonchè sulle risorse impegnate "per fare un favore ai privati" che si sono concentrati gli interventi dei tre esponenti politici che da sempre dicono no alla realizzazione dell’infrastruttura.

"Si tratta di una sottrazione indegna di risorse al Mezzogiorno", ha detto Nicola Fratoianni. "La trasparenza è dovuta quando ci sono in ballo enormi risorse pubbliche. Continueremo a batterci e a dire perché abbiamo un'altra idea di questo Paese, che va trattato in tutt'altro modo", ha aggiunto il leader di Sinistra italiana e deputato di Avs.

“Abbiamo firmato l’esposto insieme. Questo è un progetto sbagliato, anacronistico, dispendioso - ha aggiunto Elly Schlein - Bisogna fermare questa opera pericolosa e sbagliata che sta sottraendo risorse ad alcune urgenze nelle stesse regioni.  Il Pd si è speso e impegnato per portare nel Paese il Next generation Ue e il Pnnr, oltre 200 mld. La critica di bloccare il Paese, se la faranno, lascia il tempo che trova. Loro stanno mettendo a rischio gli investimenti e rischiano di bloccare il Paese. Chi sta bloccando il Paese - continua  - è il governo di Meloni e Salvini, e questo è anche una bomba da un punto di vista economico e sociale", ha spiegato la segretaria del Pd sottolineando, tra le altre cose: "Se ci viene negata trasparenza sugli atti e non abbiamo gli elementi l'unica via è procedere con un esposto per garantire le nostre prerogative. Speriamo che intanto ci diano gli atti".

La replica del Comitato Ponte Subito: "La sinistra si oppone a qualsiasi innovazione"

“Le infrastrutture non hanno mai avuto colore politico finché la sinistra italiana non ha deciso di strumentalizzarle per ideologizzare la propria battaglia, allora contro Berlusconi, oggi contro Salvini e Meloni. Tuttavia la sinistra è già stata contraria alla TAV, al MOSE, al TAP: non è una novità che quest’area politica si opponga a qualsiasi innovazione, ad ogni idea di sviluppo e progresso: se questi personaggi avessero governato l’Italia negli ultimi 50 anni, andremmo ancora in giro con le carrozze trainate dai cavalli. E purtroppo hanno governato troppo a lungo evitando che il Paese fosse sviluppato ed evoluto come gli altri limitrofi, almeno nelle Regioni del Sud ancora prive di alta velocità ferroviaria, Ponte sullo Stretto appunto, strade e autostrade veloci che negano la crescita dei territori”.

“Particolarmente paradossale – conclude il Comitato che da oltre 15 anni si batte a favore del Ponte – che proprio il Pd si schieri in modo così netto contro il Ponte sullo Stretto, che è il più grande investimento pubblico della storia dell’Italia unita nelle Regioni del Sud, proprio mentre conduce – sempre insieme a Verdi e Sinistra – una battaglia contro l’Autonomia Differenziata considerata il male del Sud: questa posizione No-Pontista smaschera, invece, l’antimeridionalismo della sinistra che fa speculazione politica ed evidentemente ritiene che l’unica ricetta possibile per il Sud sia quella dell’assistenzialismo del reddito di cittadinanza, che ha già fallito ed è stato utile soltanto a mantenere il Sud in eterna povertà. Cari Schlein, Bonelli e Fratoianni, ecco perché qui al Sud non vi crede più nessuno!”.

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