Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Nuovo esposto all'Ue contro il Ponte: "Così non si può fare, serve una nuova gara se i costi raddoppiano"

La denuncia, presentata lo scorso 20 giugno, segnala che i provvedimenti adottati da Governo e Parlamento per riattivare i contratti potrebbero violare la direttiva che obbliga a bandire una nuova evidenza pubblica se il valore del contratto cresce oltre il 50% del valore iniziale. La replica di Pietro Ciucci

Nuovo esposto all'Unione Europea contro il ponte sullo Stretto. Sotto la lente dell'associazione Invece del Ponte sono finiti il contratto e i rincari. Alla Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione Europea è arrivata la richiesta per valutare l’apertura di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea a carico dell’Italia sull’appalto per la progettazione e costruzione di un ponte sullo Stretto di Messina.

"La denuncia, presentata lo scorso 20 giugno, segnala che i provvedimenti adottati nel 2023 da Governo e Parlamento Italiani per riattivare i contratti potrebbero violare la Direttiva 2014/24/UE che obbliga a bandire una nuova gara d’appalto se il valore del contratto cresce oltre il 50% del valore iniziale - si legge nella nota di Invece del Ponte -  Rilevato che il progetto non espone i necessari elaborati di stima ne’ il Piano Economico e Finanziario, viene evidenziato che  il documento GER0332 (“Aggiornamento analisi costi-benefici”) riferisce soltanto un costo totale dell’investimento di € 13,5 mld., di cui 10,855 mld per “Affidamento al Contraente Generale” (tab. 3, pag. 27). In base al Piano Economico e Finanziario dell’opera sottoscritto il 21 settembre 2009, Il valore originario del contratto era € 3.879.600.000, e l’aggiornamento prezzi contrattualmente previsto lo portava a € 4.544.906.000. La maggiorazione intervenuta a marzo 2009 aveva portato il corrispettivo totale a € 4.969.530.000. L’incremento di costo risultante dal progetto definitivo è dunque compreso fra il 179,8% e il 118,4% di ogni precedente valore. Tali importi superano di molto (ben oltre il doppio) il limite di incremento posto dall’art. 72 della Direttiva 2014/24/UE (recepita da DLgsl 50/2016 e s.m.i.) secondo cui “l’eventuale aumento di prezzo non deve eccedere il 50 % del valore del contratto iniziale”.

Gli uffici della Commissione dovranno adesso provvedere ad esaminare la denuncia secondo il diritto dell'Unione Europea.

La questione posta da Invece del Ponte era stata messa in evidenza anche dall'Anac che ha più volte messo in evidenza anche come l'operazione  ponte crei uno squilibrio nei contratti tra pubblico e privato a danno del pubblico, sul quale vengono scaricati tutti i rischi dell'opera. Ma nel decreto del governo Meloni che ha riattivato il progetto del ponte sullo Stretto, gli emendamenti dell'Anac non sono stati considerati mentre rispetto al passato i costi sono più che raddoppiati.

Sull'esposto immediata la replica della Stretto che per il Comitato Invece del Ponte suona però come una pezza peggiore del buco. L’Amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci ha inteso rassicurare sul fatto che "l’Italia non rischia alcuna procedura di infrazione europea per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina".

"Il rispetto dell’articolo 72 della direttiva Ue appalti riguardante il limite del 50% della crescita del costo – spiega Ciucci – è espressamente richiamato dal decreto-legge 35 ‘Disposizioni urgenti per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria’ che ha riattivato il progetto. Come risulterà nell’aggiornamento del Piano Economico Finanziario, in corso, le disposizioni saranno rispettate. In ogni caso la crescita del valore dell’investimento non si riferisce a maggiori opere ma al forte aumento dei costi dei materiali da costruzione registrato negli ultimi anni”.

Che l’aumento vertiginoso dei costi sia dovuto semplicemente all’aumento dei prezzi mi pare troppo grossa, non siamo su scherzi a parte - è la controreplica tranchant -  E che ancora debbano aggiornare il piano economico finanziario (ma conoscano al centesimo il costo finale) è un’altra affermazione incommentabile".

Articolo aggiornato alle 17.30 del 26 giugno 2024 // aggiunta replica Stretto e di Invece del Ponte

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