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VIDEO | Ponte, parla la proprietaria di una casa espropriabile: "Lo sviluppo non si costruisce sulla distruzione"

Alcuni possessori di beni nella "zona rossa" hanno ascoltato la commissione consiliare dedicata a uno degli argomenti più spinosi legato alla realizzazione dell'Infrastruttura. La testimonianza di Cettina Lupoi: "Ci troviamo in questa situazione malgrado ogni nostro intendimento"

Case destinate ad essere cancellate, mura, che racchiudono storie di vite, appese a decreti che potrebbero eliminarle per sempre. È l'altra faccia degli espropri, quelli che potrebbero investire quasi 800 persone. "Per noi proprietari questo Ponte rappresenta la spada di Damocle che ci portiamo dietro da più di 10 anni perché i nostri governanti hanno difficoltà a decidersi e quindi ci troviamo in questa situazione malgrando ogni nostra volontà", racconta Cettina Lupoi a margine della commissione consiliare Ponte dedicata al tema. 

"Se la mia casa che mi dicono mi verrà risarcita anche se non sappiamo in quante rate e non sappiamo neinte di certo ma io so che sarò una delle espropriande in modo indiretto ma atteendo ancora un documento ufficiale", spiega ancora. "È un sacrificio privarsi di luoghi che hai abbellito e hai reso molto familiari intimi hai cresciuti i tuoi figli hai amato se questo sacrificio vuol dire garantire un futuro ma io lo farei con tutto il cuore a un certo punto ma ormai ho la consapevolezza che mi viene giorno per giorno di sacrificare qualcosa che è tuo per una chimera e che è distruttivo", aggiunge. 

"lo sviluppo ricchezza e progresso non si possono costruire sulla distruzione dei luoghi", conclude.

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