Cronaca

De Luca e l'uso perfido di facebook, Costantino: “Sensate le paure delle associazioni”

Il garante dell'Infanzia ha già chiesto un incontro al sindaco dopo la segnalazione all'authority sull'uso punitivo dei social. “Ragazzi ripresi mentre commettono un illecito, ma chi governa ha l’obbligo di farsi carico anche della loro cultura di riferimento”

Ha già scritto al sindaco Cateno De Luca, il garante per l’Infanzia Angelo Costantino dopo aver ricevuto la nota di cinque associazioni che contestano la violazione delle norme a tutela dei minori, con particolare riferimento all’uso “afflittivo della pagina facebook e dei video pubblicati per punire ed esporre individui sospettati di aver commesso infrazioni o semplicemente leso un oggetto impalpabile e difficilmente definibile come il decoro”.

Il garante del Comune di Messina è stato investito della problematica insieme a quello nazionale e al presidente del Collegio dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, a cui sono stati documentati tutta una serie di video e di post del sindaco Cateno de Luca che secondo le associazioni violano la tutela dei minori e incitano all’odio creando ulteriori disagi e rischi in una città già in ginocchio dal punto di vista economico e sociale.

Costantino ha ricevuto la nota il 24 agosto dalla responsabile di Cittadinanzattiva Angela Rizzo e quel giorno stesso ha chiesto di poter parlare con il sindaco che si è concesso una settimana di riposo.

“Ho già inviato una nota – spiega il dottore Costantino - in cui ricordo come il nostro ordinamento tuteli i minori, anche e soprattutto quelli che commettono reato. E’ un passaggio importante questo che tutta la città deve tenere in considerazione. Perché è vero che quei ragazzi ripresi su fb hanno commesso un illecito ma chi governa ha l’obbligo di farsi carico anche della cultura di riferimento che porta a quella situazione. Messina ne ha bisogno più che mai. E’ lì che bisogna intervenire. Andandosi a cercare anche i genitori, non con l’obiettivo persecutorio ma con quello di creare ponti e favorire le condizioni che consentano di far capire che fare i furbi e aggirare le regole è un meccanismo perverso che fa male anche a se stessi. Premesso questo, ritengo dunque sia reale e sensata la preoccupazione delle associazioni che chiedono provvedimenti contro questo anomalo utilizzo di facebook”.

Uno strumento perfido secondo le associazioni che ne contestano in qualche modo anche il “riduzionismo”, il tentativo non si sa quanto cosciente e in malafede, di collocare l’intero universo all’interno di un pentolino. Una tecnica che con l’avvento della comunicazione digitale è diventata pericolosa, quando non addirittura criminale, anche in funzione delle reazioni spropositate che genera.

“Serve tanta cautela e buonsenso. Vale per i ragazzi ripresi mentre buttano inerti, cosi come vale per i piccoli ripresi all’oratorio di San Matteo impegnati a giocare al Grest in costume da bagno - conclude Costantino - Ma l’unica strada possibile e quella del dialogo e voglio sperare, anzi ne sono certo, che non mancherà”.

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