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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

Fallimento Sanagroup, assolti l'ex assessore Pizzo e Grazia Romano

Colpo di spugna sulla condanna per bancarotta sulle operazioni della società che gestiva anche le cliniche Santa Rita e Cappellani

Colpo di spugna sulla condanna per bancarotta all’ex assessore regionale ai Trasporti Giovanni Pizzo.

La Corte d’appello di Messina presieduta dal giudice Antonio Giacobello ha assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” Giovanni Pizzo e Grazia Romano, amministratori della Sanagroup Srl fallita dopo la vendita della clinica Cappellani al gruppo Giomi per oltre quattro milioni di euro. In realtà la Giomi pagò solo un milione di euro e si accollò i debiti ma la parte rimanente che avrebbe dovuto pagare a novembre del 2010 non fu versata.

Pizzo e Romano erano stati condannati a quattro anni e 6 mesi di reclusione in primo grado dopo le indagini coordinate da Sebastiano Ardita con delega al sostituto Fabrizio Monaco ed era scattata anche l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque anni mentre gli altri imputati erano stati tutti assolti.

La condanna riguardava solo alcune “condotte distrattive” per 704 mila euro mentre erano già cadute tutte le altre accuse contestate per il mancato deposito delle scritture contabili e altre somme che secondo l’Accusa sarebbero state “distratte” dal fallimento.

Ora l’assoluzione, con i giudici d’Appello che hanno accolto la tesi difensiva degli avvocati Carmelo Scillia e Salvatore Giannone e del consulente tecnico d'ufficio del Tribunale delle imprese di Palermo, professore Guglielmo Faldetta (già sentito in primo grado e richiamato per ulteriori chiarimenti in Corte d'Appello), che hanno dimostrato come l’operazione di vendita era corretta e non ci furono “condotte distrattive” per evitare di pagare i creditori ma “ricollocazioni societarie” finalizzate alla salvaguardia delle società consociate e che le difficoltà che hanno portato al fallimento furono legate anche all'inadempienza successiva della Giomi Spa. Nella sentenza si mette in evidenza come "Gli amministratori non nutrissero alcun dubbio sulla solvibilità della società acquirente della casa di Cura Cappellani e non avessero avuto percezione alcuna di una possibile situazione di dissesto prima di effettuare le operazioni di rifinanziamento in contestazione".

Pizzo era già stato assolto per la vicenda fallimentare relativa alla clinica Santa Rita. 

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