Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Family card, dai nuclei familiari scompare qualche “pezzo”: dall'anagrafe mancano mille bambini

Ritardi nella registrazione hanno causato qualche disguido con gli aventi diritto. Intanto c'è tempo fino a sabato per presentare le istanze. Dopo si procederà ad esitarle ma anche a denunciare chi tenta sciacallaggio

C’è tempo fino a sabato per richiedere la Family card. Si chiude il 18 aprile, alle ore 20, infatti, la fase delle istanze che alle 18 di oggi hanno toccato quota 8681. Tutte quelle incamerate fino a sabato prossimo saranno esitate e controllate per accertarne la regolarità e – in caso contrario -  saranno fatte le denunce sui tentativi di truffa. Alcuni sarebbero già stati individuati.

E’ questa la “scadenza” più importante comunicata nell’appuntamento pomeridiano col sindaco Cateno De Luca che dal Centro operativo della protezione civile ha fatto il punto sulle novità legate all’emergenza Coronavirus insieme all’assessore Massimiliano Minutoli e Alessandra Calafiore. Trenta aprile, scade invece il termine per l’accreditamento delle attività commerciali. Quindici giorni di tempo, dunque, poi lo stop perché si dovrà lavorare alla stesura di nuovi bandi.

“Prima abbiamo pensato a garantire da mangiare – ha detto il sindaco Cateno de Luca – ora  penseremo agli affitti per i quali è già prevista l’esenzione per quanto riguarda gli immobili comunali. Non si dovrà pagare marzo, aprile e maggio”.

De Luca, che  ha ringraziato Minutoli per aver suggerito per tempo e avviato il banco alimentare, ha spiegato che l’ 8,72 per cento dei nuclei familiari di Messina hanno chiesto la family card. “Sono i nuovi poveri del Coronavirus – ha detto - quelli che erano in parte assistiti dal volontariato. Perché dopo 35 giorni, la gente che ha chiuso l’attività, come doveva campare?”.

Per questo è importante evitare azioni di sciacallaggio. Tanti hanno chiesto da soli l’annullamento perché si sono resi conto che non avevano i requisiti richiesti ma sono 202 le istanze bloccate “d’ufficio”: 156 che hanno dichiarato di non avere reddito (lettera A) gli altri di non avere sostegno pubblico (lettera B). “Alcuni si sono anche arrabbiati – ha detto il sindaco - perché non gli funzionava la carta alla cassa. Ma che volevate che continuavano a farvi truffare la comunità?”.

Ma ci sono stati anche casi di persone penalizzate, che avrebbero avuto più diritti di quelli riconosciuti. “Uno su tutti? Un nucleo familiare di quattro persone dove invece ne risultavano tre perché – spiega De Luca -  ho scoperto che all’anagrafe abbiamo oltre mille casi non aggiornati, non sono ancora stati registrati i bambini. Sulla vicenda ho già segnalato al direttore generale. Ora che siamo a casa, in lavoro facile – ha detto ai dipendenti comunali - perché non ve le sistemate queste banche dati? Bisogna sistemare il lavoro che è stato fatto male prima. Questo che ho raccontato è un caso paradossale, questa persona aveva ragione perchè si basavano sullo stato di famiglia e risultavano solo tre persone. Ringrazio i tecnici che hanno modificato e risolto”.

Sempre sulla family card l’assessore Calafiore ha chiesto di avere pazienza. Oggi nei quartierti tante le presenze di chi aveva bisogno di aiuto e chiarimenti. Nella Quinta ci sono stati anche momenti animati. Calafiore ha rassicurato che dove ci sono esigenze particolari, magari per passaggi di residenza che non sono perfezionati o separazioni non documentate, meglio rinunciare alla Family card. “Vi  faremo avere aiuto comunque attraverso la consegna delle buste della spesa”.

Non è mancata naturalmente la nota polemica del sindaco che ha criticato la gestione del governo sull’emergenza e ha ricordato al presidente della Regione Nello Musumeci che i comuni aspettano ancora  i 70 milioni dei cento che aveva annunciato. Polemico anche con l’assessore alle infrastrutture Marco Falcone che aveva annunciato il blocco dei pedaggi, mentre oggi in autostrada si pagava regolarmente. “Mi sono dovuto fare prestare i soldi – ha detto de Luca – chi mi restituisce ora un euro e 10? Forse hai dimenticato di rinnovare la tua ordinanza sui pedaggi – ha detto rivolgendosi all’assessore – non capisco da cosa siete distratti”.

In chiusura un ritorno alle recenti polemiche, dopo aver ribadito la volontà di querelare le Iene per aver scritto che c’era anche lui al corteo funebre di Rosario Sparacio e la deputata Giulia Grillo. “Ieri non stavo bene – ha concluso - non ero stanco, ero ferito perché tutte queste calunnie con cui hanno tentato di sporcare la nostra città e i nostri risultati non li accetto. Si è fatto sciacallaggio. Ma oggi ringrazio i cinquemila messaggi che ho ricevuto di solidarietà e la stampa locale che ha mostrato serietà. Non permetterò che venga messa in discussione la città, dobbiamo essere tutti leali con la nostra terra perché qui c’è il futuro dei nostri figli”.

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