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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Decreto Ponte, via libera anche al Senato 103 i sì contro 49 contrari

Il provvedimento del governo Meloni che resuscita il progetto del collegamento stabile ottiene l'ok anche a Palazzo Madama. I commenti

Dopo la Camera è stato approvato anche al Senato il decreto del governo Meloni per la ripresa del progetto di realizzazione del Ponte sullo Stretto. L'aula l'ha approvato con 103 voti favorevoli, 49 contrari e tre astenuti. Presente il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Dai banchi del centrodestra è partito un applauso. Il provvedimento, che era stato approvato alla Camera lo scorso 16 maggio, definisce, tra l'altro, l'assetto della società Stretto di Messina Spa e riavvia le attività di programmazione e progettazione

Ieri Palazzo Madama aveva respinto con 49 sì e 99 no il voto delle pregiudiziali di costituzionalità sollevate dalle opposizioni sul decreto legge per l'attraversamento stabile tra Sicilia e Calabria. 

Nel suo intervento il leader della Lega, Matteo Salvini, ha ribadito che per il ponte l'apertura del cantiere avverrà "l'anno prossimo". Salvini ha poi escluso rischi di infiltrazioni mafiose ("io mi fido della magistratura"), aggiungendo che il "Comitato tecnico-scientifico sarà composto dai più grandi esperti internazionali", coinvolti per realizzare "la più grande opera pubblica a mondo, il ponte a campata unico più grande del mondo che "sarà l'orgoglio dell'Italia nel mondo". Il ministro leghista ora è atteso a Palazzo Chigi, per una conferenza stampa dopo il via libera definitivo al decreto.

Musolino: "Ok al Ponte ma ancora ombre sulle risorse"

Immediate le reazioni tra favorevoli e contrari all'infrastruttura. Dafne Musolino, vicepresidente del Gruppo per le Autonomie, ha dichiarato in aula il voto favorevole: “Sud chiama Nord è da sempre per la costruzione del Ponte dello Stretto, da quando molti che oggi si dicono a favore erano i principali oppositori dell’opera, tirando in ballo alibi inaccettabili per indirizzare le risorse altrove e lasciare nel sottosviluppo le infrastrutture siciliane. Per noi allora il tema non è ponte sì/ponte no, ma ponte come, con quali risorse e quale coinvolgimento dei territori. In questo senso, il Provvedimento ha più ombre che luci. Pensiamo soprattutto al fatto che nel decreto non c’è nessuna indicazione sul dove, come e quando verranno reperite le risorse. Un fatto che alimenta e rende legittime una serie di speculazioni sull’effettiva volontà di realizzare l’opera: lavori avviati e non conclusi, con un territorio nel frattempo devastato, sarebbero un fatto di inaudita gravità. Ma pensiamo anche all’incomprensibile esclusione dei sindaci di Messina e Villa San Giovanni dal CDA della neocostituita Società Ponte dello Stretto, quando la loro presenza avrebbe aiutato al confronto sulle numerose questioni che con gli anni dovranno essere affrontate.  Sindaci che – ha sottolineato – possono svolgere un importante lavoro di raccordo con i cittadini e che invece vengono chiamati solo a garantire gli aspetti logicistici e infrastrutturali per la realizzazione dell’opera, a partire dal passaggio dei mezzi pesanti che, tra l'altro, movimenteranno un milione di metri cubi di terre da scavo. Il tutto senza che un solo euro venga previsto nel decreto per queste incombenze e per ridurre il più possibile i disagi per i cittadini. Un’opera così importante non può essere impostata senza certezza nelle risorse e con una postura provocatoria nei confronti del territorio. Come esponente di “Sud Chiama Nord” esprimerò quindi un voto favorevole per coerenza con la nostra storia, ma anche come sfida nei confronti del Governo: dimostri davvero di voler realizzare il Ponte. Noi vigileremo rigorosamente e senza sconti, nell’interesse di Messina e di tutta la Sicilia.”

Siracusano: "Una bella notizia per l'Italia"

Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento: “Il decreto Ponte è stato approvato dall’Aula del Senato, ed è dunque ufficialmente legge dello Stato. Una bella notizia per l’Italia, per la Sicilia e per la Calabria. Adesso il governo è pronto a ingranare la quarta per iniziare i lavori entro il 2024 e per dare al Paese un’infrastruttura indispensabile per proiettarci nel futuro. Da messinese ringrazio il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il ministro per le Infrastrutture e i trasporti, Matteo Salvini, e soprattutto il presidente Silvio Berlusconi, che da visionario della politica e della società aveva già anni fa avviato quest’opera straordinaria, bloccata soli dall’ottusità della sinistra. Adesso si volta pagina, e oggi abbiamo scritto un’importante pagina di storia”.

Ella Bucalo: "Provvedimento compatibile con la normativa comunitaria"

Ella Bucalo di Fratelli d'Italia: "Per il centrodestra da sempre l’opera è e resta prioritaria e di preminente interesse nazionale. Noi, non abbiamo mai cambiato idea e quell’opera, che riteniamo essenziale per il potenziamento della rete infrastrutturale italiana ed europea l’abbiamo inserita nella prima finanziaria, approvando poi il decreto-legge che oggi siamo chiamati a convertire in legge dello Stato. Un decreto che prevede l’adeguamento del progetto definitivo del ponte a campata unica alle nuove tecnologie e regole di progettazione, e alle nuove normative in tema di vincoli ambientali e paesaggistici. Senza ulteriori perdite di tempo e soldi, senza ulteriori indugi. Si, perché il decreto in questione rimuove anche tutti gli ostacoli di ordine burocratico e amministrativo che sino a oggi hanno costituito un freno imponente alla realizzazione dell’opera. Il decreto, infatti, non solo ridefinisce la compagine societaria della Stretto di Messina Spa, prevedendo che la quota di maggioranza, il 51 per cento, spetti al MEF, riservando così allo Stato un ruolo centrale di garanzia e tutela, senza però dimenticare la partecipazione importantissima della regione Sicilia e della regione Calabria. Un ruolo di garanzia che si esplicita anche nel prevedere il monitoraggio continuo dell’opera per evitare infiltrazioni mafiose, affidandolo a un comitato di coordinamento, che sarà istituito presso il Ministero dell’Interno. A chi ancora oggi esprime perplessità voglio ricordare che a livello giuridico ci troviamo di fronte ad un provvedimento assolutamente compatibile con la normativa comunitaria e con il diritto interno. Che non vi sono problematiche dal punto di vista tecnico, come è stato più volte chiarito dagli esperti, anzi, a livello internazionale oggi si parla del Modello Messina, un’opera di alta ingegneria che porterà prestigio e vanto al nostro Paese, al suo saper fare e alle sue competenze ingegneristiche. Ma soprattutto che la realizzazione del Ponte sullo Stretto attribuisce finalmente alla Sicilia, alla Calabria e al Meridione tutto, una funzione strategica che non ha mai avuto". 

Barbara Floridia: "Non ci sono le risorse e non esiste un progetto cantierabile"

La senatrice messinese Barbara Floridia (M5S) è intervenuta in Aula in dichiarazione di voto per la conversione in legge del Decreto Ponte. Di seguito alcuni passaggi del suo discorso: “Abbiamo assistito in questo ultimo periodo a tanti slogan e motti, volti a confondere i cittadini dal vero oggetto del provvedimento in discussione, contrapponendo i ‘si’, con i ‘no’, dimenticando la maglietta indossata qualche anno dell’attuale ministro Salvini contro il Ponte sullo Stretto, collocando noi minoranza nella fazione di coloro che sono contro lo sviluppo del nostro Paese. Questo Governo, che definirei Governo dell’assurdo, è incapace di mettere a terra opere per le quali i soldi ci sono, promettendo di realizzare infrastrutture faraoniche come il Ponte sullo Stretto di Messina, per le quali i soldi non ci sono. In quest’Aula non si sta parlando della realizzazione del Ponte, perché non ci sono le risorse e non esiste un progetto cantierabile. In questo decreto si vuole soltanto riabilitare la società Ponte sullo Stretto che già ci è costata 300 milioni di euro, tranquillizzare il consorzio Eurolink dopo la causa di 700 milioni fatta allo Stato evitando una gara pubblica e rispolverare un progetto che aveva incassato oltre 200 criticità mai risolte. Stiamo parlando oggi dell’affare ponte, da concludersi al più presto con la decretazione d’urgenza perché bisogna fare presto, bypassando il Parlamento, ignorando persino il gruppo di lavoro del Ministero dei Trasporti che stava ancora effettuando ulteriori studi per valutare le modalità di collegamento più opportune e probabilmente molto meno onerose del Ponte a campata unica. Questo Governo dovrebbe, però, dire ai cittadini quali servizi taglierà per recuperare i 15 miliardi per realizzare il Ponte e, soprattutto, dovrebbe coinvolgere gli Enti locali interessati visto che i loro territori saranno stravolti. Si rischia di distruggere due città, di mettere sulla strada centinaia di famiglie, per una foto ricordo con la prima pietra, con un progetto che non c’è e senza copertura finanziaria. La responsabilità di questo scempio sarà di Giorgia Meloni che, per tenere buono un alleato di Governo, avrà contribuito a un disastro colossale e noi questo non lo dimenticheremo”.

Germanà: "Dedico il risultato a Nino Calarco"

“Grazie al lavoro costante e pragmatico svolto da subito dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e a un esecutivo di centrodestra, prende forma finalmente un progetto che la sinistra ha accantonato per anni. Voglio ricordare tutti i siciliani che si sono battuti per la sua realizzazione, uno fra tutti il compianto senatore messinese Nino Calarco, giornalista, uomo di grandi idee, politico per missione. Per 44 anni ha diretto la Gazzetta del Sud, giornale dei siciliani e dei calabresi, ed è stato anche presidente della Società Stretto di Messina dal 1987 al 2002. Il suo obiettivo era la realizzazione del collegamento tra la Sicilia e l’Europa. È anche a Calarco che oggi dedico questo grande risultato. Il Ponte sullo Stretto rappresenta la più importante opera strategica e green che potrà rendere il Meridione l’hub dell’Europa nel Mediterraneo. Un’occasione di riscatto e un potenziale occupazionale di 100.000 posti in 7 anni: lavoro vero e non ‘nero’ come quello che ha prodotto il reddito di cittadinanza. Basta con le teorie false e miopi degli ambientalisti che hanno sempre ostacolato tutto e che fortunatamente non c’erano quando furono costruite le piramidi. Oggi, con il dl Ponte, scriviamo una pagina di storia e disegniamo concretamente il futuro della Sicilia, del Mezzogiorno, dell’Italia e dell'Europa”.

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