Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Omayma, Alessandra, Lorena e Maria: gli ultimi quattro femminicidi che hanno sconvolto Messina

Quattro nomi, quattro donne con quattro storie diverse finite però nello stesso tragico modo. Sono loro le ultime vittime messinesi che hanno pagato con il sangue la "colpa" di aver incontrato nella propria vita l'uomo sbagliato

Omayma, Alessandra, Lorena e Maria. Quattro nomi, quattro donne con quattro storie diverse finite però nello stesso tragico modo. Sono loro le ultime vittime messinesi, di sangue o d'adozione, che hanno pagato a caro prezzo la "colpa" di aver incontrato nella propria vita l'uomo sbagliato, colui che diceva di amarle e proteggerle e poi invece le ha uccise. Messina e la sua provincia non fanno eccezione rispetto a un dato nazionale che vede da un lato diminuire gli omicidi ma dall'altro aumentare i femminicidi. Secondo l'Istat  dal 2019 in Italia sono state uccise 397 donne per mano di partner, ex, parenti o amici. Tre di queste tragedie si sono verificate proprio nella nostra città o poco lontano riportando alla memoria anche l'uccisione di Omayma, la mediatrice tunisina massacrata nel 2015 dal marito. La sua storia è diventata un documentario a cura del regista Fabio Schifilliti che verrà proiettato proprio oggi al cinema Lux in occasione della giornata contro la violenza sulle donne. Omayma aveva 34 anni quando è morta, lasciando quattro figli. Di lei resta impressa una frase: “Quando mi chiederanno se la mia vita ha avuto un senso, io risponderò che solo l’aver messo al mondo una parte di me ha dato senso alla mia vita”.

Quattro anni più tardi è toccato ad Alessandra Musarra morire per mano del suo ex fidanzato Cristian Ioppolo, condannato all'ergastolo in Appello. Pena rimessa in discussione dalla Cassazione che ha imposto la valutazione dell’aggravante sui motivi “abietti e futili”.  Il delitto è avvenuto a Santa Lucia Sopra Contesse nella notte tra il 7 e l'8 marzo 2019, proprio a ridosso della festa delle donne. Alessandra aveva 29 anni.

Un anno dopo i messinesi si ritrovano davanti a un'altra storia agghiacciante. Il 31 marzo, in piena pandemia Covid, la 27enne Lorena Quaranta viene uccisa dal fidanzato Antonio De Pace che la strangola al termine di una lite scoppiata all'interno del loro appartamento di Furci Siculo. De Pace poco dopo tenta il suicidio procurandosi dei tagli, poi chiama i carabinieri. Alla base del delitto emerge una "giustificazione", inusuale quanto agghiacciante: uno stato d'ansia che da giorni avrebbe tormentato il ragazzo, provocato dalla paura di essere stato contagiato dal coronavirus insieme alla stessa Lorena. Ipotesi successivamente smentita dai tamponi effettuati su entrambi dal personale sanitario. Antonio De Pace è stato condannato all'ergastolo in secondo grado

L'ultima dramma familiare in ordine di tempo è quello avvenuto lo scorso 10 marzo a Gioiosa Marea. Maria Buttò, 61 anni, viene accoltellata a morte dal marito Tindaro Molica Nardo che poi si toglie la vita con la stessa arma utilizzata per uccidere la moglie. L'uomo poco prima aveva mandato un messaggio audio alla figlia confessandole di "avere ucciso la mamma". Quella mattina nessuno ha sentito nulla, a dare l'allarme è stata proprio la figlia dopo aver ricevuto il messaggio intorno alle 8.30. Sul posto è giunto un cugino della donna che abitava nelle vicinanze, ha aperto la porta con le chiavi di riserva e si è trovato davanti uno spettacolo terribile. I due corpi erano in cucina, uno di fronte all'altro e in una pozza di sangue.

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