Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Femminicidio Musarra, nuovo processo in appello sull'aggravante della crudeltà

La sentenza della corte di Cassazione che rinvia alla Corte d'appello di Reggio potrebbe comportare la riduzione della condanna per il fidanzato che sta scontando l'ergastolo

La responsabilità è confermata ma su una delle aggravanti, quella che riconosceva l'efferatezza dell'omicidio dovrà essere rivalutata dalla Corte di appello di Reggio Calabria. E' quanto ha deciso la Corte di Cassazione sul femminicidio di Alessandra Musarra, la 29enne di Santa Lucia Sopra Contesse trovata morta nel suo appartamento la mattina del 7 marzo 2019. La donna era stata picchiata e soffocata dal suo fidanzato Cristian Ioppolo, che deve scontare l'ergastolo dopo la condanna in appello.

La sentenza impugna dunque limitatamente all'articolo 577, primo comma n.4, rigetta il ricorso nel resto e condanna l'imputato - assistito dall'avvocato Carlo Taormina e Alessandro Billè - alle ulteriori spese di rappresentanza e difesa. 

L'articolo 577 è l'aggravante che contesta l'aver commesso il fatto per motivi abietti o futili ovvero adoperando sevizie o agendo con crudeltà verso le persone. Adesso il rischio è un ricalcolo della pena che potrebbe comportare la riduzione della condanna.

Ad assistere i familiari della vittima e le associazioni che si sono costituite, gli avvocati Oleg Traclò, Cettina La Torre, Maria Gianquinto, Antonio Centorrino e Rosaria Chillè. 

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