Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Lenzuoli bianche per dire addio a Lorena: oggi la salma torna a casa

Il sindaco Anna Alba: "Ho sposato l'invito rivolto a tutti i nostri concittadini di condividere un messaggio di vicinanza alla famiglia Quaranta". A Furci la “Panchina rossa” presidiata e listata a lutto

Favara si veste di bianco per accogliere Lorena Quaranta, la studentessa 27 enne strangolata  dal fidanzato martedì scorso nella loro abitazione di Furci Siculo. "Bianco come il suo animo puro, bianco come il colore di quel camice che sognava di indossare per tutta la vita" - ha scritto il sindaco di Favara: Anna Alba.

Antonio De Pace, studente in Odontotecnica e infermiere di Vibo Valentia, dopo il delitto ha chiamato i carabinieri dicendo cose era accaduto nella villetta di via delle Mimose. L'uomo è in carcere. Il gip di Messina Eugenio Fiorentino ha applicato nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere.  

L'idea è stata lanciata dal giornalista favarese Peppe Piscopo. "Ho raggiunto telefonicamente Peppe Piscopo, sposando appieno l'invito rivolto a tutti i nostri concittadini di condividere un messaggio di vicinanza alla famiglia Quaranta, attraverso un lenzuolo bianco steso sui balconi - ha aggiunto il sindaco Anna Alba - . Favara ti saluta: ciao dottorè".

L'assassino davanti al Gip non dice neanche il proprio nome

Ieri, a Furci Siculo, anche il centro antivuiolenza “Al tuo fianco” presiduta da Cettina La Torre ha voluto lasciare un segno visibili di attenzione e di vicinanza alla famiglia, presidiando e listando a lutto la “Panchina rossa” sul lungomare di Furci.

“Non lo sapremo mai come è andata - si legge nel documeto del Centro antiviolenza - Sappiamo solo che la morte per lei è arrivata all’improvviso, all’alba di una giornata che avrebbe trascorso fra gli impegni di studio e di lavoro insieme al suo compagno, ripetendo abitudini che in questi tempi di coronavirus diventano riti giornalieri. E invece no, il giorno non è neppure iniziato per Lorena, uccisa barbaramente, senza quella che i giornalisti chiamano “ un movente, una causa”… Ma ci può mai essere una “causa” in un femminicidio? Un alibi o un pretesto o un “futile motivo” che lo renda comprensibile?”.

Al Tuo Fianco Onlus ricorda a tutto le donne in difficoltà che i centri antiviolenza sono attivi e disponibili, la rete con la Procura, le forze dell’Ordine è sempre efficiente, per attivare i necessari provvedimenti di protezione, anche con l’allontanamento del soggetto maltrattante dalla casa familiare.  “Troveremo il modo di starvi accanto e scongiurare atti estremi. Il nostro numero è sempre attivo! Telefona al 3296235252. Ci troverai Al tuo fianco”.

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