Covid, stop alle ferie per tutto il personale sanitario: Coas attacca l'Asp

Debutta dopo anni di assenza il nuovo sindacato con Mario Macrì segretario aziendale dopo la frattura con la Uil. “Dipendenti già logorato da turni massacranti, si pensi a nuove assunzioni”

La disposizione è arrivata nella mattinata del 10 novembre a tutti i reparti di tutti gli ospedali della città di Messina e porta la firma dei vertici dell’Asp. Per tutto il personale sia medico, sanitario e tecnico sono sospese le ferie. Medici, infermieri e operatori sanitari tutti dunque non potranno beneficiare di nessun tipo di astensione dal lavoro se non per malattia o per cause legate al contagio da Coronavirus o per permessi legittimi come la 104.

La disposizione non specifica neanche fino a quando le ferie restano sospese e prescinde da chi lavora in area Covid  ma riguarda tutti indistintamente.

Il direttore generale Paolo La Paglia così come il direttore dipartimento Cure ospedaliere Paolo Cardia richiamano a generiche  “linee guida ministeriali”.

Ma su questo come su altri aspetti vuole vederci chiaro il Coas medici dirigenti, il sindacato che torna a Messina dopo anni di assenza con un nuovo segretario aziendale Mario Macrì e vice segretario Emilio Cortese.

Un “debutto” quello di Macrì nella nuovo incarico dopo la frattura con la Uil-Fpl. Il medico sindacalista era infatti il coordinatore provinciale dell’area medica della Uil-Fpl ma è stato sostituito inaspettatamente dal segretario generale Pippo Calapai. Alla base della “destituzione” ci sarebbero stati contrasti sulla linea sindacale. Macrì ha fatto ricorso ai probiviri di Roma già nel mese di agosto e attende ancora risposte nel frattempo non è stato con le mani in mano.

La prima nota del Coas proprio sulla sospensione delle ferie. Il sindacato chiede di sapere quali sono le linee ministeriali a cui La Paglia si richiama e mette in evidenza come sono già tanti i sacrifici imposti al personale “già logorato da turni massacranti” e dall’emergenza della prima fase di pandemia.

Duro l’attacco all’Asp “rimasta immobile di fronte all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo” a cui si ricorda la necessità di nuove assunzioni, il rischio clinico per il personale e il dovere della direzione aziendale di tutelare il benessere psico-fisico e sociale dei dipendenti.

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