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Domenica, 14 Aprile 2024
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Il figlio di Beppe Alfano accusa l'imprenditrice Grasso: "Ha preso 20 mila euro senza mai farmi entrare in società"

L'episodio che risale a un periodo tra il 2010 e il 2011 raccontato a "Striscia la notizia": "Aveva affitti arretrati per la palestra con l'Agenzia dei beni confiscati e le versai la somma. Non ha poi mai registrato l'atto preliminare per l'ingresso nella srl". Il legale: "Nessuna replica per motivi di sicurezza"

Una nuova vicenda dai contorni poco chiari coinvolge Valeria Grasso, l'imprenditrice diventata uno dei simboli dell'antimafia dopo aver denunciato il pizzo, che però da tempo, come scoperto da PalermoTodayoccupa abusivamente un immobile confiscato a Cosa nostra all'interno del quale si trova la palestra del figlio. A segnalare un altro episodio controverso stavolta sono stati Francesco, detto Chicco, e Sonia Alfano, figli di Beppe, il giornalista di Barcellona Pozzo di Gotto ucciso dalla mafia nel 1993. Secondo quanto raccontato dai due fratelli a "Striscia la notizia", Grasso a cavallo tra il 2010 e il 2011 avrebbe incassato 20 mila euro versati da Chicco Alfano senza però farlo mai entrare nella sua società, una srl, come sarebbe stato pattuito anche dal contratto preliminare mostrato dal tg satirico di Canale 5.

Valeria Grasso e il bene confiscato occupato abusivamente: il caso in Parlamento

"Nel 2010 - ha detto Sonia Alfano - ero parlamentare europea e lei (Valeria Grasso, ndr) si è rivolta a me per chiedermi dei soldi per poter pagare gli affitti arretrati all'Agenzia nazionale dei beni confiscati per una palestra". I due fratelli hanno poi detto di aver detto sì alla richiesta di Grasso.

"Erano soldi che derivavano dal risarcimento danni per la morte di mio padre - ha spiegato Chicco Alfano - e ho pensato: i soldi per mio padre vittima di mafia, li rimettiamo in circolo contro la mafia". E quindi i due fratelli decidono di venire incontro all'imprenditrice: "Le ho proposto di entrare in società, era anche un modo per non farla stare da sola". Così Alfano avrebbe versato i 20 mila euro, secondo quanto si evince anche dal documento mandato in onda da "Striscia la notizia" che porta la data del 3 gennaio 2011.

Nella visura storica della società della Grasso però il nome di Francesco Alfano non sarebbe mai comparso. "Ha sempre trovato scuse e non è mai stato registato l'atto preliminare senza restituirmi la somma", ha detto Alfano. La trasmissione Mediaset ha chiesto spiegazioni alla contraparte, ma l'avvocato ha fatto sapere che Valeria Grasso non può rispondere "per motivi di sicurezza".

Fonte: PalermoToday

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