Anziano denuncia i parenti ai carabinieri, erano stati loro a rapinarlo nel cuore della notte

Le dichiarazioni del 93enne hanno permesso ai militari e alla procura di Patti di ricostruire quanto avvenuto tra il 4 e il 5 febbraio. I fratelli Giuseppe e Nunzio Pagliazzo sono stati trasferiti al carcere di Barcellona. La vicenda

Ha denunciato i parenti che lo avevano rapinato. Un 93enne trova tutto il coraggio possibile e i carabinieri ricostruiscono quanto avvenuto nella notte tra il 4 e 5 febbraio. A Floresta i militari della Compagnia di Patti hanno eseguito un’ordinanza applicativa di due misure di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Patti Andrea La Spada, su richiesta della locale Procura della Repubblica, guidata dal Procuratore Angelo Cavallo, a carico del 65enne Giuseppe Pagliazzo e del fratello 51enne Nunzio Pagliazzo, ritenuti responsabili di rapina pluriaggravata in concorso. L'indagine seguita dai militari della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Patti e dalla Stazione di Floresta è stata coordinata dal sostituto procuratore Alice Parialò. 

L’anziano, infatti, che da circa un anno era rimasto vedovo e viveva da solo nella propria abitazione della piccola comunità montana, nel cuore della notte tra il 4 ed il 5 febbraio 2020, aveva udito strani rumori provenire dal piano terra della propria casa. Invano ha chiamato per nome il nipote dal quale è solitamente accudito, ritrovandosi di fronte, invece, tre uomini disposti a tutto pur di impossessarsi di pochi valori. Due di questi, infatti, col cappuccio sollevato ma col viso scoperto, si sono avventati sulla vittima senza neppure consentirgli di alzarsi dal letto e con forza lo hanno trattenuto sotto le coperte mentre un terzo soggetto, allo stato non ancora identificato, ha iniziato a rovistare la casa. Qualche debole tentativo di divincolarsi da parte dell’anziano è stato subito neutralizzato da una stretta ancora più forte, accompagnata da minacce di morte, in particolare di bruciarlo vivo, se non avesse rivelato dove si trovavano i valori. Infine, dopo aver messo a soqquadro tutta la casa, i malviventi sono fuggiti con un magro bottino consistente in un paio di orecchini d’oro appartenuti alla defunta moglie della vittima e 400 euro in denaro contante presi dal portafogli. Il novantatreenne, profondamente scosso e provato per l’accaduto, ha cercato di ricomporre le proprie cose, attendendo nella mattinata successiva l’arrivo della moglie del nipote alla quale aveva raccontato quei terribili momenti. I carabinieri, immediatamente giunti sul posto, hanno avviato un’intensa attività d’indagine disponendo di pochissimi elementi visto che l’anziana vittima, visibilmente traumatizzata, si era limitata a riferire di aver subito l’azione di tre soggetti verosimilmente del posto ma sconosciuti in quanto travisati. La paziente opera di persuasione e il coraggio infuso nell’anziano dalla vicinanza espressa dai carabinieri lo hanno aiutato a superare ogni remora e il timore di ritorsioni, rivelando tutto quanto in sua conoscenza.

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Giuseppe Pagliazzo incastrato dalle riprese video

L’anziano, con non poca difficoltà ha raccontato che i tre malviventi hanno fatto irruzione nella sua camera da letto parzialmente travisati da cappucci ma a viso scoperto e nonostante lo avessero immobilizzato, aveva riconosciuto in volto due suoi aggressori. Si trattava di due suoi lontani parenti, i fratelli Pagliazzo, uno dei quali, capendo di essere stato scoperto dalla vittima, piangendo, gli diceva “se non trovo niente che cosa gli porto a casa?”, venendo da questi redarguito “io so chi sei, ti conosco, vai a lavorare e ti guadagni i soldi”. Il novantenne ha senza dubbio riconosciuto i due malviventi effettuando la ricognizione fotografica. Gli accertamenti svolti dai carabinieri, acquisendo e visionando i fotogrammi di alcuni filmati di impianti di videosorveglianza, hanno accertato la presenza di Giuseppe Pagliazzo nel centro abitato di Floresta in un arco orario antecedente la rapina. Le risultanze investigative raccolte, quindi, hanno permesso di evidenziare chiaramente le gravi responsabilità degli indagati, consentendo così all’Autorità Giudiziaria di emettere il provvedimento. Così questa mattina i Pagliazzo sono stati tratti in arresto e associati alla Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto.
 

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