Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Fotografi matrimonialisti sull’orlo del fallimento:“Regole certe per ripartire”

L'intero settore legato all'organizzazione di matrimoni è in crisi.La testimonianza di alcuni fotografi messinesi che si aggrappano alla speranza di ripartire a settembre. A parlare Maricchiolo, Isolino e Saya

I lockdown rischia di far fallire anche l’intero comparto legato all’organizzazione di matrimoni. Fotografi,  wedding planner, operatori video, fioristi, musicisti, negozi di bomboniere, noleggio auto, negozi di abiti da sposa, catering e strutture che lavorano quasi esclusivamente in questo settore, tutti vittime del blocco totale sul quale al momento regna  il silenzio.

"Se si continuano a rispettare le regole del distanziamento sociale e dovranno essere indossati guanti e mascherine, come si concilia ciò con l’idea del matrimonio, festa per eccellenza?” A lanciare il campanello di allarme il fotografo matrimonialista Giancarlo Cianciolo di Palermo che chiede forme di sostegno economico che vadano oltre i mesi di chiusura delle attività al dettaglio per un settore dal futuro incerto: finanziamenti a fondo perduto, sulla base della perdita di fatturato rispetto all’anno precedente; sospensione per un anno di ogni tipo di tassazione; misure a sostegno degli affitti, condono delle ultime mensilità; sospensione delle bollette; prolungamento del bonus di 800 euro sino a dicembre 2020.

Situazione che non cambia a Messina dove i professionisti del settore sono disperati: “Una stagione bruciata, matrimoni, battesimi e comunioni,  tutti  rimandati” dichiara Franco Maricchiolo. In questo momento ad essere consentiti solo i riti civili con la presenza dei soli testimoni, per quanto riguarda i riti religiosi le norme per la prossima riapertura sono ancora da definire . “I prossimi mesi, i più importanti dell’anno sono saltati- continua Maricchiolo-se tutto va bene noi cominceremo a vedere incassi a partire da settembre. Si riesce ad andare avanti  solo se si hanno servizi fotografici da consegnare relativi al 2019”. 

Chi si trova invece in una situazione precaria difficilmente riuscirà a riaprire, la categoria non ha un’associazione che li rappresenti: “ I questi giorni-aggiunge Maricchiolo- insieme ai miei colleghi sentiamo  l’esigenza di creare un’associazione di categoria per tutelare i nostri diritti e che ci difenda dall’abusivismo”. Solo l’intervento del governo riuscirebbe  a salvare il salvabile: “ Chiediamo- sottolinea Maricchiolo- al governo centrale e alla Cei di fornirci regole certe, dietro ai matrimoni c’è un comparto di attività immenso al momento fermo,  compresi i laboratori di stampa con cui lavoriamo. Vogliamo ripartire anche con eventi a regime ridotto. Nella speranza che dal primo settembre si allentino le maglie delle restrizioni”.

Anche un altro professionista della fotografia a Messina Giovanni Isolino si aggrappa alla speranza che la situazione cambi il prima possibile. “Siamo tutti in attesa che qualcosa si sblocchi- dichiara Isolino-si parla di tutti in questi giorni tranne dei fotografi “. Loro che insieme ad altri professionisti del settore stanno pagando il prezzo più alto di questa crisi: “Siamo aperti di mattina-continua Isolino- ma non viene nessuno in studio, noi viviamo soprattutto di grandi eventi, le persone ormai per fare le foto usano i telefonini “.  E mentre resta tutto in sospeso le bollette continuano ad arrivare senza entrate che li coprano: "Io come tanti colleghi ho fatto la domanda per i 600 euro di contributo ma non ho  ricevuto nulla ancora, due mesi senza entrate e anche la richiesta di  prestito inferiore a 25 mila euro non ha ricevuto risposta, speriamo che a settembre si riprenda, perché l’alternativa è abbassare la saracinesca.”

Una situazione compromessa sicuramente, ma che potrebbe risolversi con l’arrivo di regole certe per ripristinare gli eventi. Questa la posizione di Franceso Saya, altro fotografo di spicco della città: “ Non credo che lo stato ci aiuterà, la nostra categoria di fatto non esiste, si rischia di sprofondare, a fare la sua parte anche la tecnologia e la concorrenza sleale.  Noi però siamo fotografi e con l’arte dell’ingegno  riusciremo a inventarci qualcosa che faccia la differenza”.

Niente è ancora perduto però si possono ancora risollevare le sorti di questo settore: “Sono fiducioso però che si possano creare le condizioni per tornare a fare eventi all’aperto adeguandosi alle restrizioni, mettendosi in regola tutto si può fare”. Necessario in questo caso è lavorare sinergicamente con istituzioni e addetti ai lavori: “Si potrebbe fare un incontro online tra istituzioni, fotografi e chi lavora nel settore dell’ organizzazione eventi per discutere sulle possibili soluzioni da adottare in vista della ripartenza”.

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