Cronaca

"Sto bene, aspettami a casa", le prime parole alla moglie del 74enne dopo cinque giorni nel bosco

L'anziano non si è mai perso d'animo. Di giorno ha continuato a camminare mentre la notte si è riparato dal freddo e dagli animali in giacigli di fortuna. Dopo gli accertamenti all'ospedale di Sant'Agata, potrà tornare a riabbracciare la famiglia a Messina

La squadra che ha soccorso il 74enne

Ha stupito tutti con la sua voglia di scherzare  nonostante i cinque giorni trascorsi nei boschi di Caronia

Giunto nell'ospedle di Sant'Agata di Militello, il 74enne Francesco Faro ha infatti ironizzato su quanto gli era accaduto, non rendendosi forse ancora conto dei rischi che ha corso. 

I medici lo hanno trovato in buone condizioni, disidratato e con alcuni graffi, ma in salute. Ripresosi dall'iniziale stato confusionale. l'oculista messinese ha rassicurato al telefono la moglie chiedendole di non raggiungere l'ospedale. "Non vale la pena, sto bene e a breve tornerò a Messina. Aspettami a casa", ha detto. Poi si è seduto su una sedia a rotelle prima di sottoporsi agli accertamenti del caso.

Con lui il bastone che gli ha fatto compagnia e gli ha dato sostegno in quei lunghi giorni.

Dalle prime informazioni apprese dai soccorritori, l'anziano sarebbe riuscito a sopravvivere grazie al digiuno prolungato che non gli avrebbe causato problemi visto il diabete da cui è affetto. 

Francesco Faro non si è mai perso d'animo, ha continuato a camminare di giorno con la speranza di trovare la via del ritorno o incontrare le squadre che lo stavano cercando. La notte, invece, è riuscito a ripararsi dal freddo pungente e dagli animali selvatici grazie ad alcuni giacigli di fortuna realizzati con le vegetazione del bosco. 

Una forza che ha sorpreso perfino le squadre di vigili del fuoco e guardia forestale che in questi cinque giorni non hanno mai abbandonato le ricerche, servendosi anche dell'unità cinofila e di droni e mappe topografiche.

La vicenda

Nel pomeriggio del 18 ottobre Francesco Faro ha lasciato la propria auto nei pressi della strada provinciale 168 per poi avventurarsi a piedi lungo alcuni sentieri dei Nebrodi tra i paesi di Caronia e Capizzi per cercare funghi. Quando si è accorto di aver perso l'orientamento è riuscito a chiamare i soccorsi, ma il suo cellullare di lì a poco è risultato irraggiungibile. 

E' dunque iniziato il lavoro senza sosta di carabinieri, guardia forestale e vigili del fuoco che hanno battuto palmo a palmo i boschi della zona con la speranza di trovare l'uomo. Per le ricerche sono stati impiegati i cani dell'unità cinofila di Caltanissetta, un elicottero e alcuni droni capaci di agire anche con l'oscurità. Nei giorni successivi, alle ricerche si sono uniti esperti del luogo dotati di carte topografiche.

Dopo cinque giorni il ritrovamento e il lieto fine. 

In una nota il prefetto Maria Carmela Librizzi ha espresso "Vivo apprezzamento per la complessiva attività svolta e un sentito ringraziamento al personale dei Vigili del Fuoco, del Corpo Forestale Regionale, dei Carabinieri, compreso il Nucleo dei “Cacciatori di Sicilia” di stanza a Sigonella, della Guardia di Finanza, dell’Esercito, del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, del Soccorso Alpino Etna Sud, dell’Ente Parco dei Nebrodi, delle Unità Cinofile e a tutte le Organizzazioni di Volontariato intervenute sui luoghi".

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