Truffa informatica, banca e correntista messinese sotto attacco: occhio a sms e telefonate

Ieri la denuncia di una donna ai carabinieri sul tentativo di “phishing”. Ecco cosa le è accaduto

L’allarme era stato lanciato già a maggio in altre parti d’Italia: è in atto un massivo tentativo di "phishing" (frode informatica) in danno dei correntisti di un noto istituto di credito italiano del quale non è stato diffuso il nome.

E’ accaduto anche ad una correntista di Messina che ieri ha dovuto presentare una denuncia ai carabinieri. Ma sembra non sia la prima vittima in città.

Gli utenti ricevono sms o  email apparentemente inviati dall’istituto di credito che, annuncia il blocco della carta di credito per “mancata sicurezza” e invita a cliccare su un link per sbloccarne l’operatività. Il link conduce ad una pagina simile a quella della banca, con tanto di loghi, ma controllata dai pirati informatici.

Alla donna che ha presentato denuncia ieri, una volta cliccato sul link dell’sms, è stato richiesto di inserire le credenziali di accesso al conto corrente. L’utente, inserendo i dati, li consegna in pratica ai criminali. Tuttavia, questi dati non bastano per operare ma servono dei codici che arrivano via sms sull’utenza del titolare.

“A quel punto – spiega la correntista alle forze dell’ordine – mi sono resa conto che la procedura era sospetta e non ho inserito i dati che mi avevano inviato temendo una truffa”. La malcapitata ha ricevuto dunque una telefonata da un uomo che si spacciava per impiegato della banca. Anche il numero chiamante era quello “verde” dell’istituto di credito. L’uomo le ha detto che il conto era bloccato e che avrebbero dovuto effettuare una procedura per sbloccarlo tramite il codice segreto che le era arrivato tramite sms.

La donna inizialmente si è rifiutata di comunicare il codice con la motivazione che la sua Banca invita sempre a non darli a nessuno ma l’operatore ha continuato a ribadire la necessità di sapere il codice per l’aggiornamento dei dati ed ha ceduto comunicando il codice di accesso  all’home banking. Un errore che consente ai truffatori di configurare l’app della banca sul proprio telefono per operare sul conto del malcapitato disponendo bonifici e onache prelievi di contante presso sportelli bancomat in modalità cardless (senza usare la carta).

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Alla donna infatti è arrivato subito un ulteriore sms con il quale le veniva richiesto un ulteriore codice per la generazione di una carta virtuale e poi un sms per autorizzare un pagamento di 300 euro. A questo punto ha fatto presente all’interlocutore che si sarebbe recata in filiale per verificare la’ttendibilità della telefonata e poi alle forze dell’ordine per sporgere denuncia.

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