Domenica, 24 Ottobre 2021

L'ultimo saluto a Giovanni Caponata, la bara portata in spalla tra gli applausi dai colleghi dei cantieri di servizio

Al villaggio Cep si sono celebrati i funerali dello sfortunato operaio dei cantieri di servizio. Tra i presenti il sindaco Cateno De Luca. Particolarmente sentito il ricordo del parroco: "Aveva ritrovato il sorriso, adesso ci chiediamo il perché di questa tragedia"

Il caschetto da lavoro poggiato sulla bara di legno chiaro ed il ricordo commosso dei tanti presenti.

Così Messina ha abbracciato per l'ultima volta Giovanni Caponata, l'operaio morto dopo nove giorni di agonia in seguito all'incidente avvenuto lo scorso 10 ottobre alla scuola "Cannizzaro-Galatti".

Tanta commozione durante l'omelia celebrata da padre Sergio Siracusano nella chiesa Sacra Famiglia del Cep, quartiere in cui il 56enne risiedeva con la famiglia. 

E sono state particolarmente sentite le parole del sacerdote che conosceva personalmente lo sfortunato operaio. "Vicenda strumentalizzata da molti - ha detto don Siracusano - Giovanni era uno dei tanti dimenticati da questa città. Non gli abbiamo fatto mai mancare il nostro aiuto anche grazie alla Caritas e ha così ritrovato il sorriso. E adesso tutti ci interroghiamo sul perchè di questa tragedia".

Tre indagati per la morte di Giovanni Caponata

Alle esequie ha preso parte anche il sindaco Cateno De Luca, accompagnato dall'assessore ai Servizi Sociali Alessandra Calafiore. In rappresentanza del consiglio comunale è intervenuto il presidente Claudio Cardile mentre per i sindacati Cisl e Uil hanno preso parte alla celebrazione i segretari Tonino Genovese e Michele Barresi.

Le condoglianze del sindaco De Luca

Un lungo applauso ha accompagnato il commosso ringraziamento alla famiglia di Gaetano Alessandro dell'associazione Donare è Vita. "Il suo fegato - ha spiegato - ha salvato la vita ad un 49enne palermitano, purtroppo non è stato possibile impiantare i reni. Ma Giovanni adesso è immortale, grazie alla generosità dei suoi familiari che in un momento così difficile hanno detto sì alla donazione degli organi".

Tra i banchi della chiesa anche decine di colleghi di Giovanni Caponata, intervenuti con le divise arancioni che indossano ogni giorno durante le attività nei cantieri di servizio. Sono stati proprio loro a portare sulle spalle la bara fuori dalla chiesa. Il corteo funebre ha poi proseguito per le strade del villaggio Cep. 

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