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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca

La sua auto fonde il motore, usa targa e documenti su una nuova rubata a Forza d'Agrò: denunciato operaio

Il 43enne catanese, incensurato, accusato di riciclaggio di un’autovettura che è stata sottratta il mese scorso ad una signora della zona jonica. Si era rivolto al mercato nero per cambiare utilitaria

Si disfa di una vecchia auto e poi usa targhe e documenti su una nuova rubata ad aprile nel messinese, in particolare ad una signora di Forza d'Agrò.

Lo hanno scoperto i carabinieri della sezione operativa di Gravina di Catania che hanno così proceduto denunciare un operaio 43enne catanese, incensurato, per riciclaggio di un’autovettura. Il crimine è stato scoperto proprio grazie alla conoscenza del territorio e del tessuto sociale dei militari, ben consapevoli che l’uomo era solito adoperare un’utilitaria bianca intestata ad un parente, e, grazie ad alcuni controlli, avevano accertato che quel veicolo era stato immatricolato nel 2013.

Da qualche settimana, però, all’occhio attento degli investigatori non era sfuggito che l’auto, apparentemente sempre la solita Fiat Panda, in realtà appariva rimodernata: un lavoro fatto fin troppo bene su un veicolo in circolazione da più di 10 anni. Insospettiti, i carabinieri hanno quindi deciso di approfondire la situazione, chiedendo anche l’ausilio dei militari della sezione investigazioni scientifiche (S.I.S.) del nucleo investigativo di Catania. Il blitz è scattato verso le 07:30 del mattino, quando il 43enne, uscito di casa per andare a lavorare, stava percorrendo la via Don Minzoni del quartiere San Giovanni Galermo.

I carabinieri hanno, quindi, predisposto un posto di controllo, durante il quale lo hanno fermato, chiedendogli di esibire i documenti del mezzo. Nel frangente, già da un primo esame del numero del telaio, è apparso loro chiaro che “qualcosa non quadrava”, poiché l’ordine delle lettere e dei numeri impressi sul telaio non era corrispondente a quello previsto dalla casa costruttrice. Per procedere ad ulteriori accertamenti tecnici, l’auto è stata così portata presso la caserma di Gravina, dove i militari della Sis si sono messi all’opera. Mediante l’impiego di una particolare strumentazione, i carabinieri hanno pertanto accertato che il telaio dell’auto era stato “ribattuto” e che alcune lettere erano state trasformate in numeri e viceversa.

Scopo della contraffazione, far sì che il telaio dell’auto nuova corrispondesse a quello riportato sulla carta di circolazione del veicolo precedentemente utilizzato. Analogamente e per lo stesso motivo, l’uomo aveva anche sostituito le targhe. Grazie, però, all’acquisizione dei dati della centralina, i carabinieri sono riusciti a risalire al telaio e alle targhe originali del mezzo, svelando che si trattava di un’auto del 2018, rubata lo scorso aprile ad una signora di Forza d’Agrò. Ormai scoperto, il 43enne non ha potuto non ammettere le modifiche effettuate al veicolo, confessando di averlo acquistato al “mercato nero” per risparmiare, in quanto non più in possesso della sua precedente utilitaria che, avendo fuso il motore, aveva autonomamente distrutto per non pagare la rottamazione. Alla luce di quanto scoperto dai carabinieri, l’automobile è stata sequestrata, mentre l’uomo è stato denunciato per “riciclaggio”.

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