Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Villafranca Tirrena

Entrano in casa mentre i proprietari dormono e rubano denaro e preziosi, rintracciati grazie a Facebook

In arresto due uomini dopo le indagini dei carabinieri. Fondamentale la comparazione tra le immagini delle videocamere e le foto nei profili social

Si sono introdotti in una casa di Villafranca Tirrena mentre i proprietari dormivano e hanno fatto razzia di denaro e preziosi. Per questo motivo due messinesi, già noti alle forze dell'ordine, sono stati arrestati dai carabinieri. Un'azione ripetuta un'altra volta ai danni di altri residenti sempre nella cittadina messinese. L’indagine dei militari dell'Arma, coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, era iniziata nello
scorso mese di agosto, quando le vittime hanno denunciato di aver subito un furto nei rispettivi appartamenti dai quali erano stati asportati diversi monili d’oro, vari preziosi, portafogli e borse con all’interno documenti e altro ancora per un valore complessivo stimato in circa 6000 euro.

Gli accertamenti,sulla base delle dichiarazioni e anche attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti in prossimità delle abitazioni colpite, hanno permesso di risalire all’identità degli arrestati quali presunti autori dei furti. In particolare, è emerso che i due uomini avrebbero agito in pieno giorno, introducendosi nelle abitazioni attraverso le finestre, e, in una circostanza, addirittura nel momento in cui all’interno dell’appartamento si trovavano i proprietari, mentre riposavano in camera da letto. Il riscontro delle immagini delle videocamere con quelle dei profili social riconducibili agli indagati ha permesso ai carabinieri di accertare un particolare fondamentale, ovvero constatare la corrispondenza degli indumenti di uno dei due uomini all’atto del compimento dei furti con quelli da lui indossati in
alcuni filmati postati sul web.

A seguito dei gravi indizi di colpevolezza emersi, il gip del tribunale di Messina ha emesso il provvedimento cautelare che i carabinieri hanno notificato ai due indagati direttamente presso le case circondariali di Messina Gazzi e Piazza Armerina (EN), laddove i due uomini già si trovavano ristretti agli arresti per altre cause.

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