Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca Santa Margherita / Galati Marina

Galati rischia una nuova estate "senza" mare, gli abitanti: "Adesso basta, pronti ad andare in Procura"

Ancora fermi i lavori di messa in sicurezza del litorale. La rabbia del Comitato contro il disinteresse della politica e quella striscia di scogli che sbarra l'accesso in spiaggia. Il giallo sui 4 milioni di euro già stanziati. L'attesa di una nuova Finanziaria per completare gli interventi

Del mare gli abitanti di Galati sentono ormai solo il rumore, nonostante sia a pochi passi. E' così da più di due anni, quando è iniziata la posa di quella striscia di scogli che di fatto nega l'accesso in spiaggia. Una barriera che ha messo in ginocchio l'intero villaggio senza neanche garantire una vera difesa dalle mareggiate che continuano a minacciare quelle poche case rimaste ancora integre. Tutto resta fermo in attesa di un intervento risolutivo che tarda ad arrivare.

L'ira degli abitanti: "Dove sono finiti i 4 milioni già stanziati?"

Ma la pazienza degli abitanti del posto, aggregati nel Comitato "Salviamo Galati Marina", è finita. Ecco perchè dopo il protrarsi del silenzio delle istituzioni valutano adesso azioni concrete, a partire dall'esposto in Procura per capire come mai tutto è rimasto fermo nonostante i 4 milioni di euro già stanziati. Fin qui si è proceduto, infatti,  solo con interventi tampone a partire dal febbraio 2019 con la posa della prima barriera. Lavori fatti in uno stato di emergenza che hanno sbarrato l'accesso in spiaggia senza però riuscire ad arginare il problema delle mareggiate. "Le nostre case continuano ad essere in pericolo - afferma Loredana Ingegneri - ci ritroviamo davanti una muraglia senza che possa neanche darci protezione. Quest'anno il meteo è stato clemente, ma ancora non è finita visto che in primavera le sciroccate sono frequenti e il rischio è dietro l'angolo".

Eppure qualcosa sembrava finalmente essersi mosso. A fine 2020 i lavori di messa in sicurezza del litorale tra Galati e Santa Margherita erano pronti a partire con l'affidamento della gara d'appalto al Consorzio stabile Vitruvio Scarl di Gioiosa Marea in virtù di un ribasso del 28,7 per cento e per un importo complessivo di poco inferiore a 1,7 milioni di euro. L'ultimo step con la realizzazione di opere di difesa della costa tramite l'impiego di pennelli ripascitori in scogli naturali, utilizzando anche quelli già presenti nelle scogliere d’emergenza. Ma lo scorso febbraio l'ultimo intoppo: manca il parere della Soprintendenza del Mare.

Da qui l'ennesimo sfogo degli abitanti di Galati, a pochi mesi dall'inizio di un'estate che rischia ancora una volta di essere negata. "Ci è rimasta poca voglia di parlare - spiega Giulia Ingegneri, presidente del Comitato - visto il silenzio assordante di chi è venuto qui solo per scopi politici. Non riusciamo a capire quali dinamiche ci sono dietro, che fine hanno fatto i 4 milioni di euro? Siamo ad un punto di non ritorno, costretti a vivere in una condizione disumana dove i nostri diritti sono stati calpestati. Adesso scopriamo che dopo la gara d'appalto non bastano i soldi e dobbiamo attendere una nuova Finanziaria dalla Regione che spero i deputati messinesi possano approvare. Vogliamo vedere le ruspe a lavoro, non possiamo più aspettare".

I commercianti: "Pronti a farci denunciare pur di riavere il nostro mare"

Il mancato accesso alla spiaggia ha dato un colpo quasi mortale all'economia di Galati. E adesso i commercianti minacciano di rimediare personalmente con tutti i rischi del caso. Tra questi c'è il titolare della storica trattoria "Il Picchio", già in prima linea mesi fa per denunciare la crisi dovuta al Covid. "Abbiamo subito un danno enorme - racconta Nino Nicosia - tantissime persone hanno deciso non passare più l'estate a Galati vista l'impossibilità di accedere al mare. Evidentemente tutta l'attenzione dell'amministrazione comunale è per la zona nord. Io ho un locale sulla spiaggia , ho già perso tanti soldi e adesso sono pronto a crearmi un'apertura autonomamente, a mio rischio e pericolo. Sono stanco di aspettare".

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