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Cronaca Galati

Le case di Galati sventrate dal mare, tre anni fa l'ordinanza di sgombero: in programma nuove barriere di protezione

Senza seguito il provvedimento del Comune dopo la mareggiata del marzo 2020. Il villaggio ancora in balìa delle onde che ha già cancellato interi tratti di costa. Palazzo Zanca annuncia altri interventi di messa in sicurezza fino a Santa Margherita. Ma in molti ricordano ciò che si è perso: dal campo sportivo al boschetto sulla spiaggia

Vigeva un'ordinanza di sgombero per due delle abitazioni di Galati danneggiate dal mare alcuni giorni fa. A firmarla era stato il Comune già nell'aprile 2020 poco tempo dopo la mareggiata che colpì il villaggio. Un provvedimento che però non ha avuto seguito, trascorsi i trenta giorni, con i proprietari nella facoltà di poterci tornare ad abitare e solo per un caso fortuito rimasti incolumi. In quello stesso periodo ci furono addirittura delle denunce contro chi aveva agito personalmente per difendere la propria casa dal mare. Lo scorso 10 febbraio il copione si è ripetuto, la furia delle onde, in particolare, ha sventrato un immobile e fatto crollare i muri di contenimento mentre i residenti attendono ancora la messa in sicurezza di quella porzione di costa a ridosso del torrente le cui condizioni di pericolo erano state più volte segnalate.

"Abbiamo veramente rischiato che ci scappasse il morto - racconta Lucia Sicari -  siamo stati costretti a fare andare via nostra madre perché non siamo mai stati sicuri anche dopo la conclusione dei lavori la scorsa estate, ma per tecnici e amministrazione non c'erano problemi. Nessuno ci ha chiamato neanche per sapere come stavamo. Dobbiamo anche rispondere a chi ci accusa di abusivismo, abbiamo costruito perfettamente in regola oltre quarant'anni fa. La spiaggia era enorme. Adesso pretendiamo di sapere cosa vogliono fare le istituzioni, il progetto nato nel 2014 andava adattato dopo i vari cambiamenti che sono avvenuti. La mia casa è stata devastata, non sappiamo ancora quanti danni dovremo contare e spero quantomeno in un ristoro da parte del Comune".

Il mare distrugge Galati: "Come dico alla mia anziana madre che la sua casa non c'è più?"

E proprio in termini di sicurezza la situazione resta allarmante. I sette pennelli realizzati l'anno scorso hanno sicuramente limitato i danni, ma il mare a Galati continua a far paura. Sabbia e detriti hanno invaso i vicoli che collegano la spiaggia alla strada nazionale così come i cortili delle abitazioni non esistono praticamente più. Da qui il Comitato "Salviamo Galati Marina" torna a chiedere interventi risolutivi e manifesta preoccupazione sullo spreco di risorse pubbliche. "Nonostante la fiducia riposta nel progetto di messa in protezione del nostro litorale così come realizzato - spiega il presidente Giulia Ingegneri -  il primo vero collaudo dello stesso non è andato bene. Affermando con certezza che la recente mareggiata non sia stata tra le più straordinarie (più volte in questi anni le istituzioni hanno celato le loro responsabilità dietro l’eccezionalità dell’evento), è ben evidente che, per quanto ci sia stato un minimo di difesa, le proprietà e le case sono state invase dal mare e tonnellate di sabbia si sono depositate nuovamente lì da dove i cittadini avevano già provveduto a sbancare quella presente a seguito dei precedenti marosi. Ci chiediamo: se le onde fossero state più imponenti quali sarebbero state le conseguenze? Forse questo intervento è inadeguato in quanto realizzato fuori tempo ossia troppo tardi? Forse non è adeguato alle condizioni geomorfologiche attuali? E’ stata prevista la rifioritura dei pennelli già esistenti e danneggiati, ma non è forse opportuno prevedere una rivalutazione della struttura degli stessi in modo tale che non ci si trovi, nel tempo, a una dinamica del tipo “Tela di Penelope” con dispendio inutile di denaro?".

Nuovi lavori tra Galati e Santa Margherita, ma il mare continua a fare paura

Il Comune intanto spinge il piede sull'acceleratore dopo la richiesta del sindaco Basile di convocare un tavolo tecnico. Così come chiarito dall'assessore alla Difesa del Suolo, Francesco Caminiti,  ci sono 750mila euro a disposizione per una nuova barriera tra la zona nord di Galati e Mili Moleti. Un intervento già inserito da Palazzo Zanca nella programmazione 2020-2027 ma che adesso, vista l'emergenza, viene riprogrammato con la protezione civile per accorciare i tempi e indire una gara nelle prossime settimane. A ciò si aggiunge il progetto in appalto per intervenire sul versante sud fino al torrente Santo Stefano per un importo di 2 milioni e 700mila euro già stanziati dal commissario contro il dissesto idrogeologico Maurizio Croce.

Il boschetto a ridosso della spiaggia, la "Girandola" e il campo sportivo: simboli di una Galati che non c'è più

Sullo sfondo resta la rabbia dei residenti che fino a pochi anni fa potevano godere di uno dei tratti più suggestivi della costa sud messinese con lidi, camping e locali come la celebre "Girandola". Poi una grande spiaggia libera affiancata da un boschetto curato nei minimi dettagli. Negli ultimi anni l'erosione costiera ha cancellato tutto,  anche lo storico campo sportivo in terra battuta adesso ridotto a scheletro. Quasi nulli gli spazi a disposizione dei bagnanti. Una Galati che non esiste più e che per recuperare il proprio waterfront dovrà attendere anni, guardando al mare come una minaccia invece che come una risorsa.

Galati, tra passato e presente

In mezzo ci sono i contenziosi tra Comune e alcuni residenti che chiedono di essere risarciti per i danni subiti causa maltempo, un rimpallo di competenze tra amministrazione locale e regionale, tra concessioni e confini tra demanio e privato non sempre facilmente distinguibili. 

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